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Cultura isulana
Mole che greve ti adergi su questa vetusta riviera.
Chi racchiudi? E suo padre?E donde fu?
Fu Fintone, d'Ermione di Baticle figlio,
Alla furia di Arturo esposto, il Pelagio uccise.
In questo epitaffio breve, a carattere epigrammatico, che elaborò il poeta viaggiatore Leonida , nativo della colonia magnogreca di Taranto, si parla della morte di Fintone, morte avvenuta in maniera tragica, in seguito a un naufragio. L'audace marinaio aveva ostato sfidare l'austera Taphros , perdendo la sfida.
Ma ottenendo una fama imperitura. Fintone, fu ucciso dal mare procelloso delle Bocche di Bonifacio, sotto la furia del vento di settentrione, scatenato da Arturo, il luminoso, ma traditore , astro della costellazione di Bootes. Le Bocche, stretto binario di mare , dove la navigazione risulta estremamente pericolosa, anche ai più consumati lupi di mare, e i traffici sono condotti in condizioni di estremo disagio, sono punteggiate da una miriade di isole e di isolotti , chiamati in mille modi dai marinai che , sin dagli albori della civiltà umana, vi cercavano rifugio e approdo. La nostra memoria storica si perde nella notte dei tempi.
Le Bocche hanno sempre rappresentato le colonne d'Ercole del Settentrione. Sono sempre state il punto di passaggio verso il Mare Nostrum. Sono transitati in questi mari tempestosi e hanno trovato rifugio,nelle rassicuranti terre che vi affioravano, gli etruschi, i greci , i romani.
E se i popoli che hanno forgiato la civiltà consideravano questo nostro piccolo lembo di terra galleggiante come una sorta di ancora di salvezza , allora vuole dire che sin dalla notte dei tempi , a queste isole gli si attribuiva un importanza "geografica" enorme. La messe di informazioni riportate dalle fonti documentarie , comprese quelle tratte dagli scritti di autorevoli storici dell'antichità , quali Plinio il Vecchio, che visse nel I secolo d.C., fanno piena luce sui traffici condotti dalla marineria greca e da quella etrusca negli stretti canali navigabili di quelle isole chiamate Cunicularie, Fossae e con altri nesonimi coniati per far risaltare gli aspetti geomorfologici o naturali che i navigatori coglievano e riferivano.
Questo breve escursus concernente il passato lontanissimo, ci è servito per introdurre e per sviluppare un concetto molto semplice. Se la marineria e il commercio , nello stretto di Taprhos era così fiorente, se i greci e i siracusani si tramandavano informazioni orali, di padre in figlio, sui pericoli della navigazione in questi mari, se queste raccomandazioni o questi semplici racconti di fatti accaduti ,conflurono in una dignitosa produzione poetica -epigrammatica, questo dimostra che l'arcipelago è stato creato dal Padreterno per essere conosciuto e celebrato.
Forse per essere conosciuto e celebrato da molti, in forma diversa, con impostazioni contrastanti, su basi culturali diverse. La multiculturalità , lo spirito democratico sono state , sono e saranno la forza del popolo maddalenino. E' sempre mancato forse l'elemento catalizzatore raffigurato da una radice etnica comune: questo ha rappresentato una forza, ma pure una debolezza.
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