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Il territorio comunale si estende per 49,37 km2 e coincide con quello dell'isola di Maddalena e delle altre minori che le fanno corona, a breve distanza dalla costa nord-orientale della Sardegna: Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Razzoli, Santa Maria e alcune più piccole.
Tutte di natura granitica, sono state a lungo disabitate o molto scarsamente abitate, in passato, poi, a partire dal Settecento, l'interesse di italiani e stranieri e` venuto crescendo, prima per la loro posizione strategica, per la possibilità di utilizzarle come basi militari, e infine per la loro bellezza - come del mare circostante - che ne ha favorito lo sviluppo di tipo turistico e balneare. Il nucleo abitato di La Maddalena e` collegato tramite corse di traghetti molto frequenti con il porto di Palau, che sta di fronte (il percorso e` di 15minuti).
Da questo centro una rete di strade si dirama per i litorali e le zone interne dell'isola madre e per quella di Caprera, unita per mezzo di un ponte. Lungo questo percorso si trova, sempre nell'isola maggiore, la piccola frazione di Moneta, mentre Caprera vanta la presenza del ''Compendio garibaldino'',uno dei luoghi storici più importanti d'Italia. Il territorio, ricco di testimonianze archeologiche che risalgono alla preistoria, fu popolato anche in epoca romana e nell'Alto Medioevo.
Dopo essere rimasta deserta per alcuni secoli, l'isola cominciò nuovamente a essere frequentata dall'uomo nel corso del secolo XVIII, ma l'attuale centro fu fondato nel 1770 su un borgo di pescatori presso la località di Cala Gavetta. L'abitato si sviluppò rapidamente, fu dotato di un sistema di fortificazioni e vi furono stanziate due navi da guerra con le quali furono respinti alcuni attacchi di corsari nord africani. Nel 1793 l'isola fu assediata per tre giorni dalla flotta francese che tentava di invadere la Sardegna.
La citta` resistette valorosamente e addirittura uno dei suoi abitanti, Domenico Millelire, riuscì a sconfiggere Napoleone Bonaparte, allora giovane ufficiale, che aveva preso parte all'assedio. Nel 1804 l'ammiraglio Orazio Nelson vi sistemò la base logistica della flotta inglese del Mediterraneo e vi soggiornò quasi per un anno e mezzo prima della battaglia di Trafalgar. Nel 1821 fu inclusa, come capitale di mandamento, nella provincia di Tempio Pausania; la città continuò a crescere e nel 1848, con l'abolizione delle province, entrò a far parte della divisione amministrativa di Sassari e nel 1859 dell'omonima provincia.
A questo periodo appartiene la testimonianza di Vittorio Angius: "Al comune della Maddalena sono state assegnate come dipendenze territoriali le prossime isolette Caprera, Santo Stefano, Spargi, e Santa Maria. Il clima , è quello che hanno le isole, e che sentono maggiormente le più piccole, poste ne' canali. Esso e`molto temperato nel freddo e nel caldo, perché ventilato nell'estate dall'influsso dell'aria marittima, che dicono ''imbatto'', e perché dolcemente tepido nell'inverno se non regnino i venti boreali, con poca neve nei mesi di dicembre e di gennaio, poche tempeste, poca nebbia, ed una umidità niente nociva.
Nelle notizie storiche della Gallura abbiamo notato il tempo, in cui il Re di Sardegna mandò la sua squadra a notificare ai pastori bonifacini, che erano stabiliti nella Maddalena, che essendo suo il territorio, in cui avevano posta loro stanza, dovessero però sottoporsi alle sue leggi. Essi furono fortunati di essere accolti nella sua protezione, e, mancato allora il timore de' barbareschi, ed edificatosi un forte, dove ricoverarsi in una inopinata aggressione, cominciarono a radunarsi dall'antica dispersione, edificarono una chiesetta sotto l'invocazione della Trinità, e si strinsero in società. Molti sardi della Gallura si aggregarono ai coloni stranieri, molte pastorelle della prossima regione andarono spose ai medesimi, e dalla mescolanza del sangue corso e sardo esistette un popolo novello.
Questo stabilimento portò una gran mutazione: il numero de' pastori andò diminuendo giornalmente, crebbe quello degli agricoltori; ma i più si volsero al mare, alla pesca, alla navigazione, al commercio, e lasciato l'antico seggio andarono a stabilirsi sulla sponda del mare, dove ora sono. Il frequentissimo contrabbando, che esercitavasi nei tempi della guerra tra la Sardegna e la Corsica, arricchiva questi abitanti, e lo arricchiva nella stessa epoca la frequentissima stazione della squadra di Nelson nel suo porto, dove quel capitano teneasi pronto per correre sopra le flotte francesi, se avessero osato uscire dai porti di Tolone o di Marsiglia.
Ottimo il carattere di questi abitanti: laboriosi, pacifici, docili, coraggiosi nelle tempeste e nelle battaglie, e come esser sogliono i marini molto religiosi, e come sono i sardi pieni d'orrore a tradimenti, e fedeli al Sovrano. Movimento della popolazione. Nell'anno 1840 la popolazione della Maddalena componevasi di anime 2115, delle quali 1035 nel sesso maschile, 1090 nel femminile,distribuite in famiglie 425. La parte maschile appare troppo scarsa, perchè non si vedono nel giusto numero che le due età estreme i fanciulli e i vecchi, o manca la maggior parte delle persone di miglior eta`, per i molti che travagliano nella marineria. Professioni.
Sono in quest'isola famiglie di marinari 280, di pescatori 30, di negozianti 40, di agricoltori e pastori 35, di meccanici 30, e altre 10 di altri uffici. I marinari servono con molta loda nelle navi regie, o navigano in legni mercantili; i pescatori lavorano per provvedere il paese e la Gallura; gli agricoltori e pastori spesso riuniscono le due arti; i meccanici sono per i soliti bisogni di società, e per il ristauramento delle navi; i negozianti provvedono le cose necessarie al paese, e fanno molti affari in Gallura e Corsica, essendo i mezzani o sensali delle due isole. Le donne lavorano tele, reti, filano la gnacchera (il bisso), e fanno guanti di gran pregio, de' quali provvedono molti in Sardegna e altrove.
La scuola primaria conta circa 100 tra fanciulli e giovanetti, ai quali si insegnano le prime lettere, poche regole dell'aritmetica, ed i principi dell'agricoltura. Sarebbe molto utile se si aggiungessero gli elementi della geografia, della quale han bisogno uomini, che si dovran dedicare alla marina". Nel 1887 nel centro abitato fu istituito un comando della Marina militare e nel 1891un arsenale che contribuì a elevare il tenore di vita della cittadina facendola diventare sede di ammiragliato.
Nel corso del secolo XIX la sua importanza crebbe ulteriormente. Nel 1943, dopo la caduta del fascismo, quando il re fece arrestare Mussolini, questi vi fu trasportato e tenuto prigioniero nella villa Webber prima del suo trasferimento sul Gran Sasso. Poco dopo, durante la ritirata dei tedeschi dalla Sardegna, l'isola fu teatro di una sanguinosa battaglia tra truppe tedesche e italiane.
Nel dopoguerra il centro si e` ulteriormente sviluppato grazie anche ad alcune attività turistiche. Contemporaneamente, però, l'insediamento di una base appoggio americana per sommergibili nucleari, ha attivato le ripetute proteste dei movimenti ecologisti (per il timore di inquinamento atomico) e nazionalitari (per la perdita di sovranità imposta al popolo sardo), che si sono intensificate negli ultimi tempi, di fronte anche alla ipotesi di un ampliamento della base, che già ospita intorno a 3500 tra marinai e tecnici.
Negli ultimi anni l'azione di diversi movimenti e della stessa classe dirigente maddalenina per l'allontanamento dall'isola della base USA ha avuto risposte sempre più positive: la Marina americana, decide di lasciare La Maddalena e Santo Stefano entro la primavera del 2008. Quando si e` aperto il dibattito sulle nuove province La Maddalena ha contribuito alla costituzione di quella della Gallura.