La Maddalena


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Cenni storici e uomini illustri su "La Patria 1895"

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L’isola della Maddalena fu abitata primieramente da pastori di San Bonifacio e fece sempre parte della Gallura, di cui seguì le sorti. Fu spesso assalita dai Barbareschi, ma delle loro invasioni non rimangono memorie e solo si sa, che furono sempre valorosamente sconfitti dagli isolani e o volti in fuga o fatti prigionieri. Il re di Sardegna mandò poi la sua squadra a notificare ai pastori bonifacini, che essendo suo il territorio, in cui avevano posto dimora, dovessero sottoporsi alle sue leggi.

Essi riputaronsi fortunati di essere accolti sotto la sua protezione, e, venuto meno il timore dei Barbareschi e costruito un forte in cui riparare in caso d’aggressione subitanea, incominciarono a raccogliersi insieme, edificarono una chiesetta dedicata alla Trinità e si strinsero in società. Molti Sardi della Gallura aggregaronsi ai coloni stranieri, molte pastorelle della vicina regione andarono spose ai medesimi e, dalla mescolanza del sangue corso e sardo, sorse una nuova popolazione.

Ciò produsse un gran cambiamento: il numero dei pastori andò assottigliandosi ogni dì più e crebbe quello degli agricoltori; ma la maggior parte di essi si volsero al mare, alla pesca, alla navigazione, al commercio, e lasciate le antiche sedi, andarono a stabilirsi sulla spiaggia, in cui stanziarono. Il contrabbando, frequentissimo nella guerra fra la Sardegna e la Corsica, arricchiva gli abitanti, come li arricchiva lo stanziare frequentissimo della squadra di Nelson nel golfo, da cui quel prode stava all’agguato per assalire le squadre francesi, che osassero uscire dai porti di Tolone e di Marsiglia. Alla Maddalena si scopersero molte antichità.

Citeremo le tombe romane, stoviglie e monete pure romane, ritrovate nello scavare le fondamenta della villa di proprietà Millelire e nel territorio di Cala Chiesa. Tra le monete è degna di nota una dell’imperatore Filippo Seniore, che l’archeologo canonico Spano, giudicò assai rara, e la quale nel dritto ha l’iscrizione IMP. M. IVL. PHILIPPVS AVG. attorno al busto stellato e laureato dell’imperatore, e nel rovescio le parole SAECVLVM NOVVM s. c. con inciso un tempio ottastilo, terminante in attico, e dentro la statua di Roma seduta. Questa moneta fu scoperta nel 1869. Uomini illustri. — Maddalena ha dato in ogni tempo uomini coraggiosi ed audaci, i quali si distinsero, non solo nello scacciare i Barbareschi, ma anche nell’affrontare i pericoli della vita marinara.

Gli Albini, i Millelire, gli Ornano, ora scomparsi dalla scena del mondo, furono uomini ai quali la nautica diè fama di rara perizia marinaresca. Un Zicavo fu comandante dell’antica squadra sarda ed ora è sepolto nell’atrio d’una chiesa di Genova; Tommaso Zonza si segnalò per la distruzione di alcune orde di pirati tunisini presso il capo Teulada col regio sciabecco Sant’Efisio.

Ad essi conviene inoltre aggiungere i Susini, famiglia di bravi e coraggiosi marinai, e il cav. Antonio Alibertini, che ideò le palle arroventate, con le quali produsse l’incendio della nave capitana francese Mot Belon.

La Maddalena conserva nel suo piccolo cimitero i corpi di alcuni valorosi, fra cui quelli di Daniele Roberts, amico di Byron e distinto ufficiale della marina brittannica, che, ritiratosi in questo paesello, passò gli ultimi anni della sua vita facendo opere di carità, per cui fu soprannominato il padre dei poverelli, e l’altro di Riccardo Collins, colonnello della fanteria inglese, che vi morì in seguito a ferita altrove riportata.

Per molti anni vi fu ospite il savoiardo Andrea De-Geneys, che ne comandò il piccolo presidio marittimo, nome caro ai valorosi italiani. Nel 1834 vi morì in esilio il tribuno Vincenzo Sulis.

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