La Maddalena


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Colonna Garibaldi

Beni culturali

La colonna Garibaldi fu eretta il 4 Luglio 1907 a ricordo del 1° centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi.

Un comitato per i festeggiamenti sorto a La Maddalena incaricò il Prof. Vizzotto di studiare il progetto, il sig. Attilio Grondona, proprietario delle Cave di Cala Francese, concesse gratuitamente il granito necessario per l'obelisco, il Contr'Ammiraglio Bianco fornì adeguati mezzi per la posa in opera, il sig. Pietro Frau diresse gratuitamente i lavori, Bastianelli fuse il medaglione applicato alla colonna e modellato dallo scultore Gallori, lo scrittore Sebastiano Satta tenne il discorso inaugurale ed infine il primo sottoscrittore fu S.M. Vittorio Emanuele III con la somma di £ 1000.


Il traffico automobilistico, che impazzisce nei mesi estivi in Piazza XXIII Febbraio attorno alla Colonna Garibaldi, impedisce ai turisti ed ai visitatori forestieri, limitati dal finestrino dell'auto, di accorgersi che sopra il piedistallo, che non è solo uno spartitraffico, si erge un'ardita ed elegante colonna in granito; l'urgenza è solo quella di trovare un parcheggio possibilmente non a pagamento, o di uno sguardo meno che distratto su questo monumento, che sembra messo lì solo per ripartire il traffico nelle due direzioni.

Eppure nel 1907, quando la colonna venne eretta per celebrare il centenario della nascita dell'Eroe dei Due Mondi, grandissimo fu l'impegno partecipativo dei maddalenini, molti dei quali prestarono la loro opera gratuitamente. Il monumento e opera dell'Architetto Valfredo Vizzotto - Fucecchio (FI) 1880 - Milano 1961-. Vinse nel 1905 il concorso per l'insegnamento del disegno e della calligrafia presso le Scuole Tecniche e fu assegnato alla Maddalena.

Qui vi rimase per sei anni, per trasferirsi poi a Cagliari avendo vinto il concorso per gli Istituti Tecnici superiori, curò il rilievo e la ricostruzione progettuale dei maggiori monumenti antichi, tra cui il teatro romano di Nora e l'anfiteatro di Cagliari. Fu incaricato anche dal Re Zog dell'Albania di curare gli arredamenti del palazzo reale e della sua villa privata. Il centenario della nascita di Garibaldi era una ricorrenza troppo importante perché alla Maddalena non fosse degnamente celebrata, dati i legami che Garibaldi aveva avuto con i maddalenini, suoi vicini di casa.

Non sappiamo se fu indetto un concorso per la progettazione del da dedicargli, ma fu comunque scelto il progetto del professore della Scuola Tecnica locale, appunto Vizzotto, che propose una colonna di granito alta 17 metri, su un piedistallo adorno di un medaglione con la testa di Garibaldi e sul lato opposto, lo stemma cittadino. L'iniziativa ebbe localmente un favorevole accoglimento, se consideriamo che su un totale di "oblazioni e concorsi" di £ 6.516 i privati e le Associazioni concorsero per £ 1.274,25, i commercianti per £ 822,85 e (stupisce un po' la dizione) i comunisti di Maddalena per £ 263,90.Il comune aveva stanziato £ 2.500, il Re aveva mandato 1.000 lire ed i Comuni viciniori il resto.

Purtroppo le spese furono assai superiori ammontando a £ 10.743,04 tanto che il signor Michele Pietri, nel redigere un anno e mezzo dopo il rendiconto economico dell'iniziativa doveva registrare un "residuo passivo", cioè debiti da pagare di £ 3.805,40. Parte importante di questa somma era dovuta ad un vero e proprio infortunio in cui era incorso il Comitato Organizzatore: confidando in una grande affluenza di pubblico erano state ordinate 50.900 cartoline illustrate celebrative dell'avvenimento, con una spesa di £ 1.895,05. Non si era tenuto conto , ahimè, che tante altre città avevano deciso di celebrare la stessa ricorrenza, per cui l'afflusso di pubblico fu molto minore del previsto e di cartoline se ne vendettero solo 2770.

Non sappiamo se la ditta Bajardo, fornitrice delle cartoline, ebbe mai pagato il suo residuo credito di £ 1.713,30, come pure se il signor Attilio Grondona recuperò il suo credito di £ 1.456 per la lavorazione della colonna, trascurando i crediti minori. Ma qui e meglio ricordare che prestarono gratuitamente la loro opera, e prima di tutti Valfredo Vizzotto che seppure non maddalenino, seppe inserirsi entusiasticamente nella iniziativa fornendo il progetto e prestando la sua valente vigilanza nella esecuzione.

A lui vanno affiancati il signor Attilio Grondona che fornì i blocchi di granito, della "ormai rinomata cava" di Cala Francese, il signor Pietro Frau che diresse i lavori e malgrado i limitati mezzi posti a disposizione conseguisse la definizione dell'opera evitando ogni minima disgrazia, il signor Gio Batta Bastianelli che si accontentò del costo del materiale per il medaglione ma che alla fine risultò ugualmente creditore di £ 600. Bravi tutti, ma bravo anche il comitato organizzatore che, nel sollecitare un obolo da parte del Re riuscì a scrivere: Singolare concessione dei fati ai grandi formatori di un epoca, le manifestazioni di affetto alla loro memoria, servono per eternare nei secoli il vario cammino della patria, che trova nei loro fasti i più sicuri monumenti della sua grandezza.

Felice pur solo se deve volgersi alle prische età per simboleggiare gli esempi della sua gloria più felice quando come oggi la patria nostra, sente quelle antiche virtù rinovellate nella sua più storia recente. Che cosa avrà capito il Re? Mandò comunque 1.000 lire: poche o tante? Quanti altri oboli avrà dovuto concedere con la stessa motivazione? Era comunque lo stile dell'epoca e noi ne possiamo sorridere, ma con rispetto. Oggi, dopo quasi cento anni, la colonna di Garibaldi continua a svettare elegante, su Cala Gavetta e poco importa se gli auto-turisti non la notano.

Essa è e resterà parte integrante della fisionomia cittadina, nel granito che dall'isola ha viaggiato per il mondo fino ad un altro importante manufatto: le opere per l'imboccatura del canale di Suez.

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