Menu principale:
Famiglie isolane
LINK AMICI
www.liberissimo.net
Notizie flash su La Maddalena, attualità, inchieste, cronaca, sport ed interviste.
www.bblamaddalena.it
Sito web dedicato ai bed and breakfast presenti nell'isola di La Maddalena.
www.guardiavecchia.com
New's, informazioni e satira dall'Isola di La Maddalena.
www.lamaddalena.com
Sito dedicato all'intero gruppo di isole, si propone come una guida a tutte le notizie che lo riguardano.
www.lamaddalenatv.it
Web TV dedicata all'isola della Maddalena.
www.correntetv.it
Web Tv dell'isola di La Maddalena.
www.sardegnanord.com
Il mare e le risorse marine del nostro arcipelago.
www.cronacheisolane.it
Storie, notizie curiose e inedite dell'arcipelago di La Maddalena.
www.discoverlamaddalena.com
Is a touristic enterprise operates in Northern Sardinia, mostly in La Maddalena.
www.lamaddalenatravel.it
Portale di prenotazione online.
Famiglia di La Maddalena (sec. XVIII - esistente). Fu legata a Garibaldi da solidi affetti e da identità di vedute politiche con molti suoi membri. Presso di essa in più di un'occasione il Generale trovò sostegno e rifugio nei momenti difficili della sua vita, a cominciare dal 1849, quando, in viaggio coatto verso la Tunisia, fu sbarcato a La Maddalena e trovò ospitalità nella casa di Francesco Susini, eminente cittadino dell'isola, padre di Antonio e Nicola, suoi compagni d'armi in America Latina e in Italia. "A La Maddalena - hanno scritto Indro .Montanelli e M.Nozza - per la prima volta in vita sua Garibaldi assaporò la gioia di un completo riposo. Andò a caccia, giocò alle bocce, e sarebbe stato ben felice di restare lì". In quella occasione il Generale fu per la prima volta a Caprera; e nel 1855 furono i fratelli Susini a consigliargli di scegliere l'isoletta come luogo di residenza.
Antonio Susini
Figlio di Francesco e di Anna Maria Millelire, nacque a La Maddalena intorno al 1811 e mori nel 1900. Al contrario dei fratelli Pietro e Nicolao, altri eroici amici di Garibaldi, egli emigrò verso il 1840 nel Nuovo Mondo (Montevideo), in cerca di lavoro e di fortuna. Conobbe Giuseppe Garibaldi, esule in quella nazione, e con lui partecipò a tutti i fatti guerreschi della Legione Italiana, della quale divenne eroico ufficiale. Nel 1848, allorché le notizie provenienti dall'Italia convinsero gli esuli italiani a rientrare in patria per prendere parte alle guerre di indipendenza, egli scelse di restare in quella che ormai considerava la sua terra; alla partenza di Garibaldi, di Anzani, di Culiolo, il colonnello Antonio Susini divenne comandante responsabile della Legione Italiana, e in seguito Ammiraglio comandante la flotta Argentina. Visse a lungo in quei luoghi senza mai dimenticare di essere maddalenino e rientrò in patria alla fine della sua esistenza in qualità di Console di Argentina a Genova, dove morirà a 89 anni nel novembre del 1900.
Pietro Susini
Capitano marittimo. Fratello di Antonio, legato da profonda amicizia con Garibaldi, lo sostenne in tutte le principali imprese. Fu da lui spesso inviato ad acquistare le armi e a procurare i mezzi che erano necessari alle imprese dell'Eroe: a tal punto che una credenza popolare affermava che le donne di La Maddalena intuissero la prossimità della battaglia vedendolo sbarcare lungo le coste. Durante le assenze di Garibaldi da Caprera veniva da lui incaricato di custodire la casa di Caprera. Nel 1867 fu lui che aspettò Garibaldi nella casa dei signori Collins e lo accompagnò a Palau e attraverso la Gallura sino all'imbarco da Porto San Paolo,da dove il Generale partì per l'impresa che pochi giorni dopo si sarebbe conclusa con la sconfitta di Mentana. La lunga amicizia tra i due durò fino alla morte dell'eroe, alla quale fu tra i pochi ad assistere.
Pompeo Susini
Figlio di Pietro, nato nel 1844, aveva appena sedici anni quando, durante la spedizione dei Mille, fu ferito nella battaglia di Milazzo. L'episodio fu riportato con notevole risonanza nella stampa sarda dell'epoca. Pompeo decise poi di seguire la carriera militare e divenne generale dell'esercito, stabilendosi definitivamente a Milano.
Nicolò Susini
Il maggiore Nicolò Susini Millelire , fratello di Pietro e di Antonio Susini al cui ultimo Garibaldi lasciò il comando della Legione Italiana in Montevideo al momento del suo rientro in Italia nel 1848. Nicolò Susini Millelire, volontario nelle campagne garibaldine del 1848/1849, inizialmente presente nel corpo della Cavalleria garibaldina, fu promosso Sottotenente per i fatti d'armi di Luino del 15 agosto 1848 contro l'esercito austriaco, al Comando della formazione degli studenti di Pavia (Luino fu la prima battaglia vinta da Garibaldi in Italia dopo il suo rientro dal sud america); conclusasi la prima Guerra d'indipendenza sceglie di continuare il suo impegno per la causa italiana accorrendo alla difesa della Repubblica Romana nel 1849, con il grado di Capitano, ammalandosi di febbri e venendo fatto prigioniero dalle truppe francesi occorse in aiuto dello Stato Pontificio; dopo un periodo passato in servizio presso le Strade Ferrate a Genova ove ottiene per il suo comportamento la promozione a Capostazione, dà le dimissioni dall'impiego stesso arruolandosi, conservando il grado di capitano, nel Corpo dei Cacciatori delle Alpi, per la Seconda Guerra d'Indipendenza nel 1859, distinguendosi e ricevendo la medaglia d'argento al valor militare per il valore dimostrato nel combattimento di Varese del 26 maggio 1859, nonché il giorno successivo, valoroso nel combattimento di San Fermo, nelle file del 2° Reggimento, guidando la 1a compagnia del 2° battaglione, sotto il comando del tenente colonnello Giacomo Medici ( Il Corpo dei Cacciatori delle Alpi venne strutturato su tre reggimenti), sopraggiunto l'armistizio di Villafranca (8 luglio 1859) decide, sempre nel grado di Capitano, di rimanere nell'esercito regolare nelle file del 51° Reggimento fanteria -Brigata Alpi. Dopo aver cercato invano di partecipare fra i volontari al seguito di Garibaldi nella Spedizione dei Mille , a partire dal 1861 svolse servizio nell'Italia meridionale, adempiendo ai voleri della politica del nuovo stato monarchico, nello scontro civile legato alla repressione del brigantaggio nelle province meridionali, una pagina questa dell'unificazione che lacerò molte coscienze del movimento patriottico e repubblicano, ricevendo per tale incarico l'alta onorificenza della Croce e del titolo di Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Raggiunto l'ambito grado di Maggiore, con Regio Decreto 23 marzo 1862 sempre nelle file del 51° Reggimento fanteria di linea, fu presente quindi alla 3a Guerra d'indipendenza nel 1866, ritornato infine all'isola, essendo in aspettativa per "infermità temporanea non proveniente dal servizio" , vi muore il 27 dicembre 1868 alla giovane età di 41 anni.