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Fortezze
Prese il nome da Carlo Felice, Duca di Genova, che per mandato di Carlo Emanuele IV e Vittorio Emanuele I, resse il governo della Sardegna dal 1800 al 1806.
Fu progettato, insieme a quello di San Giorgio nell'isola di Santo Stefano, dall'allora Comandante della Marina sardo-piemontese di stanza La Maddalena, ammiraglio Giorgio Andrea Des Geneys, ed il suo compito era quello di difendere la rada di Porto Camicia, il passaggio della Moneta e battere tutta la zona dalla parte di nord-est, dove si pensava potessero più facilmente avvenire sbarchi nemici.
Costituito da alte mura inaccessibili, il forte presenta particolari decorativi di rilievo, quali l'ingresso neoclassico simile a quello del palazzo del Governo o "Castello" di Carloforte.
Due torrioni laterali proteggevano i lati est, ovest e sud, e due vedette il lato nord. All'interno due piccoli sotterranei, ben disposti ed illuminati da tre aperture, servivano in tempo di guerra da corpo di guardia.
La porta fortificata sul fronte Ovest, costruita in stile neoclassico e simile a quella del Palazzo del Governo di Carloforte, e sormontata da una garitta di protezione ed i due bastioni o torrioni circolari sul fronte a sud, realizzati con il preciso scopo di rafforzare gli spigoli delle mura ed anche di provvedere al fuoco di fiancheggiamento, conferiscono una certa imponenza a tutto l'insieme.
Subito dopo l'ingresso, protetto da un tamburo feritoiato o barbacane, vi erano due piccoli sotterranei ben disposti ed illuminati da tre aperture che servivano, in tempo di guerra, da corpo di guardia.
Attraverso una scala interna si ascendeva all'ampio piazzale superiore dove alla sommità dei due bastioni provvisti di pedane circolari, trovavano posto due cannoni mobili da 16 cm, sopra affusti da costa girevoli su perno.
Due cannoni da 12 cm, montati su piattaforme mobili e che potevano battere la pianura e il Passo della Moneta, erano situati sul lato ad est; sul lato nord due troniere per le bocche da fuoco ausiliarie da 8 cm proteggevano il forte dagli attacchi alle spalle.
Su questo stesso lato vi erano, addossati alle mura: la camera del guardiano del forte che però dimorava a La Maddalena e la lasciava a disposizione del Comandante del presidio; il corpo di guardia con affiancata la cisterna dell'acqua; il "luogo comune" e le due garrite angolari, per il fuoco di fiancheggiamento.
Al centro del piazzale, poi, vi era la polveriera poligonale coperta a cupola e protetta da muratura doppia.
Scrive l'aiutante di 1° Classe del Genio civile S. Dervieux nella sua relazione del 1821 ".....Questo è il forte più regolarmente costruito di quanti se ne trovino a La Maddalena, e quello che ne presenta veramente l'aspetto, alti bastioni lo contornano, ed essi sono da ogni parte inaccessibili".
Come gli altri forti del Settecento fu dismesso nel 1857 e venne acquistato dal principe polacco Carolath.