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Futuro isolano
La Batteria Militare di Arbuticci deve il suo nome al pianoro su cui venne costruita, ricco di alberi di corbezzolo il cui nome dialettale, Arbutu -derivato da quello scientifico, Arbutus unedo- ha dato vita al toponimo. Questa fortificazione sovrasta l'estremità settentrionale dell'isola di Caprera, offrendo a chi ha la fortuna di visitarla un panorama indimenticabile che abbraccia in un unico sguardo la Corsica, la Sardegna l'Arcipelago di La Maddalena e le Bocche di Bonifacio. La sua realizzazione, risalente alla fine del XIX secolo, avvenne nell'ambito di un grandioso processo di organizzazione e allestimento di un sistema difensivo per il giovane Stato Italiano, che dedicava grande attenzione al controllo delle coste, in particolare sul versante tirrenico.
Tra il 1886 e il 1887 il Governo italiano definì il percorso amministrativo che nel giro di un paio d'anni trasformò La Maddalena in una piazzaforte militare, attrezzata secondo i dettami dei più moderni studi di ingegneria militare. La Maddalena vedeva così confermata la sua vocazione di snodo militare strategico, affacciato sulle Bocche di Bonifacio, quasi a rappresentare una sorta di ponte tra Corsica e Sardegna. La storia recente della nostra Città si è svolta principalmente intorno a questo suo ruolo di avamposto all'interno del Mediterraneo.
Il mutamento del quadro internazionale alla fine del XX secolo, col venir meno della aspra contrapposizione tra NATO e blocco sovietico, ha creato le condizioni perché l'utilizzo di La Maddalena come base militare venisse messo in discussione, aprendo così le porte alla necessità di una riconversione innanzitutto culturale dell'intero tessuto economico dell'Isola.
La vastità del patrimonio di fortificazioni militari, caserme, banchinamenti, ormai inutilizzati o sottoutilizzati da decenni, impone come necessario il loro recupero e la loro valorizzazione in chiave produttiva e per fini di carattere culturale e sociale. Il restauro del forte di Arbuticci, già iniziato negli scorsi anni e giunto a un buon livello di recupero della struttura, va collocato in quest'ottica di "riconversione sostenibile". La destinazione dell'opera, che la porterà ad ospitare il Museo "Garibaldi nel Mondo", arricchisce ulteriormente il territorio di La Maddalena di un luogo dedicato alla conoscenza delle vicende e dei valori attorno ai quali si è formata e consolidata l'identità nazionale italiana. L'isola di Caprera, universalmente nota per avere dato dimora a Giuseppe Garibaldi negli ultimi decenni della sua vita, ospita la casa in cui il Generale visse e attorno a cui allestì la sua efficientissima azienda agricola. Questo compendio è meta, ogni anno, di decine di miglia di visitatori da tutto il mondo. Il nuovo Museo di Arbuticci, il cui progetto è a impatto zero dal punto di vista architettonico, ospiterà invece, per offrirlo ai suoi visitatori, uno spaccato della vita del Generale Garibaldi nei tanti paesi in cui trascorse parte della sua esistenza, spendendosi in difesa di popoli oppressi e del loro desiderio di libertà e progresso civile.