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Politici isolani
Consigliere regionale, senatore della Repubblica. Dopo la laurea in Lettere, fu ufficiale dell'esercito nella seconda guerra mondiale; di stanza a Rodi, dove si era trasferito come insegnante perchè sospettato di antifascismo, sfuggì alla deportazione nel 1943 con un'avventurosa fuga in Turchia con la moglie Bianca Ripepi. Finita la guerra, rientrò in Italia e aderì al Partito Comunista Italiano, prendendo parte al dibattito politico del dopoguerra e alle lotte sociali degli stessi anni. Dopo essere stato segretario della Federazione di Sassari, nel 1949 fu eletto consigliere regionale per la prima legislatura e successivamente riconfermato per altre quattro fino al 1968, quando si dimise per essere eletto senatore. Negli anni di permanenza in Consiglio regionale ricoprì gli incarichi di questore e di vicepresidente dell'assemblea. Rimase a Palazzo Madama fino al 1972. L'impegno politico non gli fece trascurare i suoi studi: divenne professore di Storia moderna nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Cagliari, di cui fu anche preside per qualche anno. Molteplici furono i suoi interessi culturali; fondò e diresse la rivista "Archivio sardo del movimento operaio contadino e antonomastico", che servì da laboratorio alla giovane generazione degli storici sardi modernisti e contemporaneisti. Da giovane, quando frequentava, nell'Università di Roma, un gruppo di colleghi antifascisti, che si facevano chiamare "Gli amici pedanti", collaborò a diversi periodici letterari e pubblicò una raccolta di versi, Sosta al mattino, 1939. Tra gli altri suoi scritti: Fascisti e comunisti, "Il Solco", 1945; Tornano i prigionieri, "Il Lavoratore", 1945; I lavoratori cattolici voteranno per la Repubblica, "Il Lavoratore", 1946; Unità in atto, "Il Lavoratore", 1946; L'avventura antidemocratica, "Il Lavoratore", 1947; Questione sarda e movimento operaio, 1964; Alle origini della Questione sarda. Note di storia del Risorgimento, 1967; Note per la storia della Questione sarda, "Studi sardi", XX, 1968; L'insurrezione di Cagliari nel 1794, "Studi sardi",XXI, 1970; Alcune conseguenze politiche dell'attacco francese nel 1792-93, 1970; Gramsci e il movimento operaio in Sardegna, in Gramsci e la cultura contemporanea, II, 1970; Le origini del movimento operaio in Sardegna, "Studi urbinati", XLVI, 1972; L'Italia di Giolitti. Testi e documenti, 1972; Vecchio e nuovo in Sardegna nell'età deleddiana, "Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico", 1, 1973; Una regione italiana alla vigilia dell'unità (il censimento degli stati sardi del 1858), "Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico", 2, 1973; Alle origini della Questione sarda. Note di storia sarda del Risorgimento, 1974; Lotte sociali e politiche nella Sardegna contemporanea (1848-1922), 1974; La costituzione come pretesto. La lingua dei sardi, ''La Nuova Sardegna'', 1975; Il mito della nazione sarda, ''Rinascita'', 26, 1975;due saggi, La corrispondenza del console inglese a Cagliari W.S. Craig, e Note e osservazioni sulla storiografia sarda, entrambi in ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', 6-7, 1976; Movimento operaio e autonomismo. La questione sarda da Lussu a Togliatti, 1977; Cultura e ideologia nel primo sardismo, ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', 8-10, 1977; Lotte contadine nella Sardegna del secondo dopoguerra, in Campagna e movimento contadino nel Mezzogiorno d'Italia dal dopoguerra ad oggi, 1979; Ceti subalterni e classe dirigente in Sardegna nei primi decenni del governo sabaudo, ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', 11-13, 1980;Modernizzazione ed arretratezza dall'Età giolittiana al fascismo: il caso Sardegna, ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', 14-16, 1981; A proposito di una lettera di B. Croce agli amici pedanti, ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', 17-19, 1982; L'Età dei Savoia, in La Sardegna. Enciclopedia (a cura diM.Brigaglia), I, 1982; Stato attuale della ricerca sulla Sardegna nell'Italia unita, in La ricerca storica sulla Sardegna, ''Archivio storico sardo'', XXXIII, 1982; Emilio Lussu e il mondo contadino, in Emilio Lussu e la cultura popolare della Sardegna. Convegno di studio, Nuoro 1980, 1983; Gli anni della Consulta regionale, ''Archivio storico sardo'', XXXIV, 1983; Orientamenti della politica sabauda per la Sardegna sotto il regno di Carlo Emanuele III, ''Annuario della Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Cagliari'',X, 1984; Berlinguer e la democrazia italiana: continuità e cambiamento, ''Ichnusa'', n.s., 7, 1984; Storia della Sardegna sabauda 1720-1847, 1984; Lotte per la terra in Sardegna 1944-1950, ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', numero speciale, 1985;Politica e società nella Sardegna del Risorgimento, in Giuseppe Sanna politico e giornalista. Atti del Convegno di Anela 1986, ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', 23-25, 1985; Giuseppe Manno nel bicentenario della nascita, ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', 23-25, 1985; Storia della Sardegna dopo l'Unità, 1986; Il ruolo dell'istituto autonomistico nello sviluppo democratico della Sardegna, in La riforma della Regione, 1986; Dibattito sulla riforma della Regione, ''Quaderni bolotanesi'', XIII, 1987; Origini e sviluppo dell'autonomismo sardo, in Le autonomie etniche e speciali in Italia e nell'Europa mediterranea. Processi storici e istituzionali, 1988; Note per uno studio degli anni della rivoluzione sarda del 1793-1796, ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', 29-31, 1990; Storia della Sardegna dalla grande guerra al fascismo, 1990; La Sardegna e i tempi di Giovanni Maria Angioy, in La Sardegna e la rivoluzione francese, 1990; La Sardegna della prima metà dell'Ottocento: i germi della contemporaneità, in Intellettuali e società in Sardegna tra restaurazione e unita`àd'Italia (a cura di S., Aldo Accardo e Luciano Carta), I, 1991; La Sardegna tra rivoluzione e restaurazione, ''Archivio sardo del movimento operaio contadino e autonomistico'', 35 - 37, 1991; Cento anni di cooperazione, in Storia della cooperazione in Sardegna, 1991;Banditismo e scuola antropologica criminale, ''E´ tudes corses'', XXI, 40-41, 1993; Politica e cultura ad Alghero alla fine del Settecento, in Alghero, la Catalogna, il Mediterraneo. Storia di una città e di una minoranza catalana in Italia (XV-XX sec.) (a cura di A. Mattone e P. Sanna), 1994; Storia della Sardegna durante il fascismo, 1995; L'insurrezione di Cagliari del 28 aprile 1794, 1995; La Sardegna negli anni della repubblica. Storia critica dell'autonomia, 1996.
"Sono nato a La Maddalena (SS) il 22 agosto 1915. Nel '17 mia madre mi portava a Roma, dove ho trascorso la mia vita sino all'ottobre del 1939." "Persi mia madre quando entravo all'universita', e da allora ho trascorso la mia vita solo, a Roma, in camera mobiliata, dando lezioni private per sbarcare il lunario. Non avevo allora ne' ambizioni politiche e nemmeno una formazione adatta a comprendere i fatti politici. La reazione al Fascismo era un fatto istintivo che mi derivava principalmente dalla tradizione familiare." "Cio' non mi vieto' tuttavia di iscrivermi al GUF per poter frequentare l'Universita'." "I miei studi, la mia tendenza, le mie aspirazioni erano di materia letteraria. Avevo gia' cominciato a scrivere poesie e brevi saggi sulla letteratura contemporanea. Ero riuscito a pubblicare su "Quadrivio" alcune poesie ed alcune recensioni di libri di letteratura, e tutta la mia speranza era di poter un giorno diventare un poeta illustre ed un critico di valore. Il mio ideale di vita era un ideale carducciano." "Erano allora gli anni della guerra di Etiopia e poi della guerra di Spagna. Posso dire che, in fondo, questi due fatti, per quanto avessi allora 20 anni, hanno avuto un peso nella mia formazione. La guerra di Spagna, principalmente, che mi trovava ogni sera intento a captare la radio clandestina di Barcellona, e "Radio Mosca", che mi obbligava a stare in ascolto sino all'una di notte." "Intanto a Roma avevamo gia' costituito un gruppo che cercava di avere una voce sua. C'erano Antonello Trombadori, Mario Alicata, Pietro Ingrao, Antonio Amendola, Renato Guttuso, Basilio e Nino Franchina, Mario Socrate, Giuliano Briganti, Paolo Manacorda, Purificato ed altri ancora dei quali il nome mi sfugge, forse perche' meno assidui o perche', come Raffaellino da Grada e Mario Spinalla vivevano fuori Roma, e solo saltuariamente venivano con noi." "Qualcuno di questi e' morto, come il compagno Manacorda, altri come Briganti non sono venuti nelle nostre file; ma tutti dopo gli anni del sacrificio ci siamo ritrovati in seno alla grande famiglia del nostro Partito" "Allora - parlo del '38 - non eravamo comunisti (tranne probabilmente Antonio Amendola); eravamo idealisti crociani convinti, i nostri interessi principali erano letterari od artistici; di politica ci occupavamo poco. Partecipammo ai Littoriali della Cultura, non tanto per ambizione, perche' generalmente eravamo sicuri di essere boicottati (ed Alicata ed io fummo anche squalificati), quanto per conoscere i giovani delle altre parti d'Italia, con lo scopo di formare molto crocianamente una specie di congiura di intellettuali." "Nel 1938 mi sono laureato con una tesi intitolata: Introduzione ad una storia letteraria del nostro secolo, che l'anno seguente fu pubblicata dalla casa editrice "Augustea"." "La tesi di laurea era tanto nettamente politicamente non conformista che l'Accademico d'Italia Giulio Bertini voleva bocciarla. Fu Natalino Sapegno che la difese a spada tratta e mi permise di riuscire ad avere il massimo dei voti." "Il precipitare degli avvenimenti europei accelero' intanto la nostra preparazione spirituale. I nostri studi si facevano piu' profondi, e cominciammo un po' tutti ad uscire dalle strettoie della letteratura pura, per inoltrarci in quella della politica. All'inizio del trentanove ci costituimmo in gruppo politico a tendenza liberal-socialista. Ci riunivamo generalmente a casa mia: c'erano Alicata, Trombadori, Ant. Amendola, Ingrao, Mario Socrate, Gigi Pepe, Bruno Zevi, Manacorda; altre volte ci siamo riuniti a casa di Ingrao; altre volte a casa di Alicata. In questo modo venivamo a contatto di altri, tra i quali Lucio Lombardo e Terenzi." "Impellenti necessità economiche mi spinsero nel finire del '39 ad emigrare nel Dodecanneso. Da allora ha inizio un altro periodo della mia vita che mi e' difficile giudicare" "Il primo anno lo trascorsi a Simi, uno scoglio con quattromila abitanti, soprattutto greci. Dopo due mesi parlavo il greco con grande correttezza e fui in breve segnalato come antifascista, o meglio come anti italiano perche' allora i due termini erano strettamente uniti." "Fui trasferito a Loro, dove fui ben presto denunciato per audizione di radio straniere. Mi trasferii a Rodi, dove solo l'abilita' ed il coraggio dell'Avv. Elvio Spano riusciva a liberarmi dal carcere." "Nel giugno del '43 fui poi richiamato alle armi ed i tedeschi mi misero in concentramento dopo la resa. Per richiesta della Scuola fui dai tedeschi autorizzato ad insegnare, ma per poco tempo dato che, essendo stato nuovamente denunciato, fui chiuso nelle carceri di Calato. Uscito dal carcere presi accordi con i Commandos inglesi, fuggii semiclandestinamente da Rodi e passai gli ultimi mesi della guerra in Turchia." "Rientrato a Rodi gli Inglesi mi chiamarono a far parte del locale C.L.N. e fondai e diressi il giornale in lingua italiana, che poi gli Inglesi presero sotto il loro controllo, non approvando l'indirizzo "troppo di sinistra" che io gli avevo dato." "Rientrato a Roma nell'ottobre del '45, presentato dai compagni Trombadori e Terenzi, ho fatto domanda di iscrizione al Partito Comunista Italiano. Sebbene la mia preparazione marxista sia tuttora molto lacunosa, tuttavia, poiche' la mia fede nella causa operaia e' irremovibile e poiche' ho sempre lavorato facendo onestamente il mio dovere verso i miei compagni e verso me stesso, spero che tale domanda sara' accettata."
"Roma, 22 gennaio 1945"
Girolamo Sotgiu si e' spento a Cagliari il 5 marzo 1996
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