La Maddalena


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I pini di Caprera

Caprera

Nel 1905 il Re d'Italia Vittorio Emanuele III, presente nell'arcipelago di La Maddalena in occasione delle esercitazioni navali della Regia Marina espresse l'idea, così è riportato sul quotidiano 'Il Messaggero di Roma' del 22 marzo 1906, "dell'opportunità di procedere ad un rimboschimento di queste Isole, avendo osservato che ad onta della natura del suolo, in molte località crescono spontaneamente arbusti ed anche alberi di alto fusto, e che molti alberi di recente piantati vegetano in prossimità delle nuove abitazioni, che in numero sempre crescente sorgono alla Maddalena.

Nella visita che il Re fece alle principali fortificazioni di questa piazza marittima accompagnato dall'on. Mirabello, espresse al Ministro della Marina il suo convincimento che il suolo, se non ovunque, in moltissime zone sia capace di vegetazione e l'opportunità di procedere ad rimboschimento, dal quale certamente trarranno grande vantaggio queste località.

L'on. Mirabello, in omaggio al desiderio espresso dal Sovrano, interessò opportunamente i vari colleghi e ne facilitò il compito, mettendo a disposizione dell'Ispettore Forestale di Sassari, incaricato dei lavori, mezzi di trasporto, strumenti da lavoro e quanto altro poteva occorrere".

La citata corrispondenza giornalistica del 1906 così prosegue: "Da qualche settimana sono stati iniziati alla Maddalena importanti lavori di rimboschimento, secondo progetto completo che comprende oltre detta isola, l'altra di Caprera ad essa unita da un ponte agevole. Il primo saggio di cultura boschiva è stato intrapreso sopra una zona di 25 ettari di terreno demaniale nell'isola della Maddalena, a cura del Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio.

Recentemente infine, il Ministero dell'Interno dispose che una squadra di condannati questa casa intermedia di pena, fosse impegnata in questi lavori". Il rimboschimento, composto soprattutto di pini marittimi, attecchì soprattutto nell'isola di Caprera, e crebbe sviluppandosi in grandi e caratteristiche pinete per oltre ottant'anni, grazie anche all'impegno ed al controllo della Regia Marina, fino ai disastrosi incendi degli anni Novanta, quando gran parte delle quasi centenarie pinete andarono distrutte per opera dei piromani.

Dal 1977 Caprera era passata sotto le competenze del Ministero dell'Agricoltura e Foreste.

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