La Maddalena


Vai ai contenuti

Menu principale:


Il Genio militare a La Maddalena

Speciali isolani > Marina Militare

Le norme delle Direzioni Straordinarie del Genio Militare per il servizio della Regia Marina furono stabilite con R.D. 11 dicembre 1884. La Direzione Straordinaria del Genio Militare per i lavori della Regia Marina alla Maddalena fu costituita nell'anno 1888 ed il primo atto stipulato e registrato nel Repertorio degli Atti stipulati pei servizi dell'Amministrazione della Marina, in data 31 OTTOBRE 1888, fu una convenzione a trattativa privata con la Ditta Candelo Simone, costruttore meccanico, Pontedecimo (Genova) a firma di Ferrarini Cav. Eugenio, Tenente Colonnello reggente la Direzione Straordinaria del Genio Militare pei lavori della Regia Marina, domiciliato in Maddalena, e riguardava la "costruzione e provvista alla Amministrazione della Regia Marina, di tre forni a piattaforma girante sistema Candelo, privilegiati, di due macchine impastatrici del sistema perfezionato Masero Antonio di Torino, di una macchina a vapore fissa della forza di otto cavalli, con caldaia sistema Cornovaglia e di altri accessori" per l'ammontare complessivo di Lire 33.625,00.

Nel novembre 1894 l'Ufficio passò alle dipendenze della "Direzione Straordinaria per i lavori della Regia Marina di Spezia ed assunse la denominazione di "Comando Locale di Maddalena".

Successivamente, con R.D. 15 Settembre 1897, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del Regno del 28 settembre 1897, n. 225 e con decorrenza 1° ottobre 1897 il servizio del genio per la Marina venne separato da quello della Guerra per le piazze di Spezia, Taranto, Venezia e Maddalena, per cui l'Ufficio del Genio Militare di Maddalena venne esonerato dal servizio per il Regio Esercito e funzionò esclusivamente per i lavori della Regia Marina con la denominazione di "Ufficio Autonomo del Genio Militare per la Regia Marina di Maddalena".

Nel gennaio 1902 la denominazione dell'Ufficio mutò ancora assumendo quella di "Sottodirezione Autonoma del Genio Militare di Maddalena".

Dall'ottobre 1910 e sino al 1920 assunse la denominazione di "Ufficio Autonomo delle Fortificazioni di Maddalena" con una sezione Guerra ed una sezione Marina e fu impegnato nella costruzione di numerose opere di fortificazione permanente sia di interesse del Regio Esercito che della Regia Marina.

Tale periodo, detto anche delle "Grandi Fortificazioni" vide la realizzazione ed il completamento di numerose opere militari di importanza e mole notevole, che rappresentano apprezzati lavori di ingegneria militare e che, ancora oggi, vengono variamente utilizzate.

Con la fine del primo conflitto mondiale e fino all'anno 1932 le costruzioni di opere di fortificazione permanente subirono una stasi ed anche l'Ufficio cambiò denominazione e si occupò esclusivamente del servizio della Regia Marina.

Nel luglio 1920, aveva assunto, intanto, la denominazione di "Sottodirezione del Genio Militare di Cagliari - Sezione Staccata di Maddalena" e successivamente, dal marzo 1921 al novembre 1939, fu riorganizzata in "Direzione Autonoma del Genio Militare per la Regia Marina di Spezia - Sezione Staccata di Maddalena" con giurisdizione su tutta l'isola della Sardegna fino ad assumere, dal novembre 1939, la denominazione di "Sottodirezione Autonoma del Genio Militare per la Marina di La Maddalena" con una Sezione Staccata a Cagliari.

Nel 1932 le opere di fortificazione permanente ripresero e continuarono fino al 1940.

Dopo l'ultimo conflitto mondiale la situazione e l'importanza della Base Navale di la Maddalena mutò e con decorrenza 20 ottobre 1948 la Sottodirezione Autonoma del Genio Militare di la Maddalena" fu trasformata in " Sezione Autonoma", mentre la "Sezione staccata del Genio Militare per la Marina di Cagliari" divenne "Sottodirezione Autonoma".

In detto periodo il servizio del Genio dovette assumere gli oneri della ricostruzione delle infrastrutture con l'adeguamento delle stesse alle nuove esigenze di vita e di organizzazione militare del dopoguerra.

L'istituzione delle Scuole C.E.M.M. nel 1949, e la riorganizzazione dell'Arsenale a La Maddalena comportarono grosse trasformazioni e diedero notevole impulso alle attività istituzionali del Genio Militare.

Il trasferimento del Comando Militare Autonomo in Sardegna, dalla Sede di Cagliari a quella di La Maddalena, avvenuto in data 8 Ottobre 1978, vide la conseguente trasformazione della Sezione Autonoma in Sottodirezione Autonoma del Genio Militare per la Marina.

Nel giugno 1988 viene repertoriato il primo atto formale con la denominazione di Direzione del Genio Militare per la Marina - la Maddalena.

Fino all'anno 2000 l'attività del Genio Militare per la Marina in Sardegna rimane configurata in una Direzione ubicata a La Maddalena e una Sezione, dipendente, ubicata a Cagliari.

Con il D.M. del 30 Novembre 2000 la Sezione di Cagliari è stata riclassificata in Direzione del Genio Militare per la Marina.

Con il D.M. 14 Ottobre 2002 la Direzione di La Maddalena è stata declassata a Sezione del Genio Militare per la Marina.

I due organismi sono stati riarticolati, ultimamente, a seguito del Decreto Legislativo n. 253 del 28 novembre 2005 che, lasciando invariate le tabelle organiche, le funzioni ed i compiti, ha riconfigurato la Direzione del Genio Militare per la Marina di Cagliari in Sezione del Genio Militare per la Marina di Cagliari e la Sezione del Genio Militare di La Maddalena in Ufficio del Genio Militare per la Marina della Sezione del Genio Militare per la Marina di Cagliari. I due organismi vengono identificati con gli indirizzi telegrafici Marigenimil Cagliari e Marigenimil La Maddalena.

122° del Genio Militare

Mi piace, celebrando il 122° anniversario del Genio Militare Marina in Sardegna, concentrare il discorso principalmente su La Maddalena e sulla istituzione burocratica, con Regio Decreto 15 Settembre 1897, del servizio del Genio per la Marina separato da quello della Guerra, esclusivamente in funzione dei lavori della Regia Marina con denominazione di "Ufficio Autonomo del Genio Militare per la Regia Marina di Maddalena" con decorrenza 1° ottobre 1897. Perché preciso questo? Perché indubbiamente la costituzione della Comunità Civile, su questo arcipelago, vide pure molto prima architetti e ingegneri del Genio Militare operare nell'intento di scardinare il villaggio corso del Collo Piano, per far scendere i circa 150 indigeni alla Marina di Cala Gavetta e di Cala Mangiavolpe, nell'intento di fondere gli interessi di questi pastori, con quelli operativi della Marina Militare, che abbisognava di marinai da mettere ai remi delle Regie navi. Erano i tempi del Capitano ingegnere Cochis, su tutti. Obiettivamente la logica militare seppe interpretare lo stato dei suoli valorizzandone le caratteristiche naturali, piegando ad un tempo la connotazione indigena (usi agropastorali, costumi corsi, parlata corsa) per ottenere una comunità con doti marinaresche, con usi e costumi più moderni, e parlata più prossima a quella sardo-ligure-piemontese. Architetti e ingegneri del Genio Militare, dunque, operavano per fini difensivi dei luoghi, utilizzando al massimo il fattore umano reperito in loco, al pari della situazione orografica. Possiamo dire, quindi, che per un certo periodo sorge, a Cala Gavetta e dintorni - sede dei primissimi stabilimenti militari un Comando Marina, nell'attuale sede della Guardia di Finanza, e nei paraggi - un Bollitore, la Quarantena, Rione Sanità con tanto di Ospedaletto, palazzi comando, sulla Piazza Baron de Geneys, oltre al fortino Balbiano a Punta Nera, alla Batteria di Sant'Agostino, all'imboccatura di Cala Mangiavolpe, al Fortino di Sant'Andrea, alle spalle del piccolo centro abitato, con accanto il Quartiere di Artiglieria, a cui si accedeva per una strada aperta tra gli scogli, oggi via Regina Margherita, il Casermaggio Esercito, nei pressi del vecchio cimitero, un Centro di detenzione e di disciplina per ergastolani, alla Faravelli, un piccolo Arsenale per le manutenzioni ordinarie e straordinarie delle opere militari e del piccolo naviglio, a Cala Camicia [2], un fortino (quello di Carlo Felice, per difendere l'Arsenale e la costa nord-orientale) e un altro fortino (Santa Teresa) per difendere la costa occidentale di La Maddalena. Il villaggio "indigeno" conta presto circa più di 2500 abitanti: aveva cambiato pelle e abitudini, aveva voltato le spalle alla Corsica e guardava, ora, con sempre maggiore insistenza alla Sardegna e al Mediterraneo, con crescente consapevolezza di appartenere alla più ampia comunità degli occupanti, militarmente organizzati per la difesa dei lidi. "Herois cineres tutorque oras latinas" dice infatti lo stemma araldico del nostro Comune: Difendo le ceneri degli Eroi e i lidi latini. Questa era la funzione ideale che i maddalenini dovevano svolgere per il Regno di Sardegna, grazie alle strategiche costruzioni ideate e progettate dagli esperti del Genio Militare, sotto la direzione dell'Ingegnere Domenico Marchelli. (1891) Ma, obiettivamente va detto che, soltanto dopo il 1897, (ingegnere militare Gaetano Schiavo) con circa 8.000 abitanti ormai impegnati in altre grandi opere di fortificazione, La Maddalena cambia realmente marcia, grazie all'istituzione di un Genio Militare Marina, legato principalmente agli interessi reali dell'unica Arma che in questo arcipelago e in questo mare avesse un senso strategico operativo: la Marina Militare. E' con questo tipo di Genio, che si orienta il paese oltre Cala Mangiavolpe, edificando edifici militari nei pressi di Cala Renella. Si amplia la via della Marina per congiungere più agevolmente il fortino di Santa Teresa a Tegge, con i nuovi edifici militari della Renella. Si apre la strada che dalla Renella conduce a Cala Camicia e si rende praticabile un antico percorso che, dalla Renella, attraverso la Vigna del Giudizio s'inerpica fino a costeggiare il vecchio cimitero e, con una serie di tornanti, a raggiungere la prima opera di osservazione in assoluto, a carattere difensivo dell'Isola, Guardia Vecchia, già nota nel Medio Evo e forse pure molto prima, come luogo topico-strategico dell'intero arcipelago. Nel frattempo erano stati costruiti i grandi forni per la panificazione e ci si arrovellava le meningi per ottenere una piena autonomia idrica: vero tallone d'Achille di questa piazzaforte. Per la prima volta, dunque, il Genio Marina, costruisce opere di servizio (come appunto strade, ma pure depositi d'acqua, fogne) che possono essere utilizzate, in caso di necessità, pure dal resto della collettività, che nel frattempo è composta già di oltre 2000 abitanti. Sorge la piazza militare (quella della già citata Renella) ad uso dei palazzi comando, ma poi gestita d'intesa con la comunità maddalenina, nel 1903, per ubicarvi un glorioso campo di calcio. La comunione delle due anime: quella militare e quella civile, tuttavia, pur tenute saldamente unite dalle logge massoniche e dalle società di mutuo soccorso, oltre che da evidenti interessi socioeconomici, cominciano a confrontarsi e a scontrarsi per l'erigendo edificio scolastico (che la Marina Militare vorrebbe, grazie ad uno studio del Genio Marina, dove ora sorge l'edificio postale in piazza Umberto Primo) e la comunità vuole invece, e ottiene, in Regione Montagnetta, alle spalle di Cala Gavetta, dove i figli dei militari stentano ad avventurarsi. Ecco così che nasce e si rinsalda il rapporto tra l'Istituto delle Suore di San Vincenzo, che mettono su una scuola privata soprattutto in funzione dei figli dei militari e i militari stessi, che in diversi modi concorreranno nel tempo a dar manforte all'Istituto. Ecco, tra una disputa e l'altra (l'ultima, davvero grossa ci sarà per la progettazione e la costruzione, nonché per lo sfruttamento delle risorse del civico acquedotto) nasce una moderna cittadina di La Maddalena, le cui linee principali, urbanisticamente parlando, sono state tracciate da architetti e da ingegneri del Genio Marina, che hanno aperto addirittura una strada di penetrazione interna dalla Trinita fino a Guardia del Turco, e da qui per Stagno Torto e Cala Lunga, sempre improntate al massimo della funzionalità e che risulteranno direttamente o indirettamente, orientate pure all'uso sempre più capillare del territorio da parte della comunità locale. Ma un merito il Genio Marina ha, su tutti, in questo arcipelago e la collettività glie lo deve riconoscere "apertis verbis": la straordinaria tutela costiera, il controllo dei tetti a scalare sotto Guardia Vecchia, per garantire sempre e comunque la vista a mare, e in particolare, la tutela delle isole minori e di Caprera. Quei santi vincoli che la strategia militare impose e che il Genio Marina seppe interpretare nel migliore dei modi, costituiscono oggi il patrimonio fondamentale di La Maddalena. Un patrimonio che rappresenta una base solida e unica nell'area vasta del Mediterraneo e può permettere alla nostra comunità di riconvertire una parte della propria economia, proprio partendo dal recupero e dalla valorizzazione di strutture, lasciateci in dote o comunque sul territorio, dal Genio e dalla Marina Militare, un caso su tutti, l'ex Arsenale, di cui per decenni si è servita la Comunità maddalenina per crescere e prosperare, economicamente, culturalmente e socialmente ed oggi rappresentano la nostra risorsa primaria per impostare al meglio il nostro futuro.

Gianvincenzo Belli
24 giugno 2010


Home Page | Città | Arcipelago | Maddalena | Caprera | Spargi | Budelli | Santa Maria | Razzoli | Santo Stefano | Parco Nazionale | Natura isolana | Cultura isulana | Lingua isulana | Musica isulana | Poesia isulana | Turismo | Ospitalità | Mangiare e bere | Nautica | Noleggio | Immobiliare | Lifestyle | Itinerari | Escursioni | Diving isolani | Beni culturali | Sagre isolane | Eventi isolani | Musei isolani | Fortezze | Chiese isolane | Settecento | Ottocento | Novecento | Duemila | Isolanità | Storia isolana | Curiosità isolane | Com'era l'isola | Meteo dall'isola | Amici isolani | Maddalenini | Personaggi | Eroi isolani | Studiosi isolani | Politici isolani | Famiglie isolane | Visitatori | Ricordi isolani | Libri e ricerche | Futuro isolano | Inediti isolani | Granito e cave | Ex Arsenale | Guerra | Speciali isolani | Racconti isolani | Maddalena Antica | Garibaldi | Maggior Leggero | Lia Origoni | Gianmaria Volonté | Franco Solinas | Domenico Millelire | Tomaso Zonza | Angelo Tarantini | Horatio Nelson | Benito Mussolini | Cinema | Teatro | Cerca nel sito | News | Video | Mappa del sito


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu