La Maddalena


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Il popolamento delle isole

Libri e ricerche > Baldacci - Lilliu 1961

La prima notizia sul numero degli abitanti dell'arcipelago, Si ricava dalla relazione del Commendatore dell Chiusa, inviata al Vicerè marchese di Rivarolo in data 5 luglio 1736 : "trovandosi ancorati nel passaggio di Caroggi, si inviarono ufficiali e scrtivani a riconoscere l'Isole della Caprara, Maddalena e Sparti e fu dà medesimi riferito essere le due prime abitate da Corsi Bonifacini in numero di sessanta maschi e femine, compresi li figliuoli che da molto tempo si trovano nelle medesime alla custodia dei bestiami ... Si è pure riconosciuto essere nella suddetta isola di Sparti alcune capre ivi lasciate da quattordici persone Corsi, che vi si portano due volte l'anno da Bonifacio ... ove hanno le loro abitazioni ... Si è pure riconosciuta un'altra isola detta di S. Maria ... al presente inabitata stante la scarsezza dell'acqua". Da queste più antiche notizie ufficiali si ricava che l'arcipelago, sebbene più vicino alla Sardegna, rientrava nell'ambito dell'economia della Corsica, e che le isole maggiori erano abitate per la utilizzazione delle risorse locali. Omette, la fonte, l'indicazione della periodicità dell'insediamento, di cui si ha sicura notizia da altri documenti. Sessanta persone, sebbene disperse nelle due isole di Caprera e de La Maddalena, costituiscono già un buon gruppo; più le quattordici di Spargi, si ha in determinati mesi una popolazione presente di 74 ab. nella prima metà del secolo XVIII.

Notizia più circostanziata si riferisce all'anno 1767; infatti lo "Stato degli abitatori delle isole La Maddalena e Caprera", desunto da indagini effettuate poco prima dell'occupazione militare piemontese, registra un totale di 185 ab. a La Maddalena (Pasquale Fiorino; Domenico Cugliolo; Giovanni Battista Cugliolo; Antonio Cugliolo; Giuseppe Cugliolo; Domenico Capopiano; Giovanni Battista Ornano; Francesco Ornano; Maria Noncia Ornano; Pietro di Millelire; Giovanni Domenico Giambarella; Silvestro Pausino; Nicola Pausino; Francesco Colonello; Giuseppe Colonello vedovo; Giovanni Batta Colonello; Antonio Colonello; Marco Pelissa; Pasquale d'Avigliale; Andrea Colonello.) e 71 ab. a Caprera. (Ignazio Sareddo; Giulio Pelissa; Giovanni Computo; pietro Cicavase; Angela Maria Cicavase vedova; Matteo Cogliolo; Andrea Cogliolo; Domenico Maria Cogliolo; Mastro Ferraro con compagni; Natale Cicavase; Angela Cicavase vedova; Giovanni Battista Colonello; Domenico Orzone; Giò Batta Orzone; Francesco Antonio Orzone sposo) I capifamiglia erano 36, compresi due vedovi, che vivevano isolati e un gruppo di "Mastro Ferraro con compagni" non meglio qualificabili; la composizione media per famiglia risulta pari a 5,1. La popolazione distinta per sesso fornisce i seguenti valori complessivi: maschi 106 (57%), femmine 79 (43%), che manifestano una insidenza con prospettive demografiche instabili e con evidenti necessari legami, presenti e futuri, interregionali.

Il quadro statistico riflette e conferma le notizie desunte per quel tempo dalle relazioni dei militari, defininendo meglio un seminomadismo marittimo caratteristico, col quale partecipava tutto il gruppo famigliare o parte del medesimo con prevalenza dei maschi; il caso di Mastro Ferraro con compagni, è unico.

Forse si tratta di un gruppo di muratori e manovali provvisioramente nell'arcipelago per costruire qualche stazzo con relativi chiusi. L'ipotesi mi vien suggerita dalla lettura delle seguenti righe della relazione De Nobili del 1765: "...presentemente vivono tutti in capanne fbbricate in verde, che da li medesimi chi da maestri". Non penso che si possa trattare di un fabbro ferraio, nonostante una certa somiglianza con l'espressione Mastro Ferraro.

Nel 1784 la popolazione de La Maddalena - ove si accentrava tutta la popolazione dell'arcipelago - era formata da 506 ab. oltre la truppa; erano state rilevate 17 capanne e 81 case coperte di tegole, comprendenti 141 vani. Nel 1794 gli abitanti erano 867 distribuiti in 197 famiglie.

Nel "prospetto" del P. Tommaso Napoli, da riferirsi ai primi anni del'800, la popolazione de La Maddalena è di 1460 ab.. Dato statistico ricavato probabilmente da uno stato d'anime, del quale si può avere fiducia. L'aumento della popolazione è notevole, ed è certamente in rapporto alla florida situazione economica segnalata per quegli anni da Francesco d'Austria Este con le seguenti parole : "l'ancoraggio all'Isola della Maddalena, che come si è detto di sopra è buonissimo, ampio, riparato sufficentemente dai colpi di vento, di mare dalle isole di Spargi e di S. Stefano, e dalla terra di Sardegna. Li vascelli, fregate etc. inglesi vi hanno spesso ad ancorarsi, essendo buon luogo, sicuro, una buona posizione, facile a ripartirne, comodo per esservi il villaggio della Maddalena, che è pulito, commeciante, e che va aumentandosi, e per esservi il comodo di far acqua, e buona acqua da bevere pei bastimenti". Anni quindi di incremento demografico notevolissimo, in uno con l'importanza politico-militare de La Maddalena, divenuta la base ammiraglia del Regno di Sardegna. Sorse così il problema della saturazione demografica e della necessità di trovare altre sedi. Scrive il Ciasca: " tanto crebbe la popolazione che lo stesso comandante di quell'isola, Agostino Millelire, si fece a proporre il 20 ottobre 1807, la istituzione di una nuova popolazione nella località detta Parao, in Gallura.... La nuova colonia "figlia della Maddalena", sarebbe stata una valvola di sicurezza per l'isola, che già avvertiva eccesso di popolazione".

Per il 1814 il Garelli, non so in base a quale documento, scrive : "Scarse sono le notizie che abbiamo intorno agli anni che immediatamente precedettero la restaurazione della Stato Piemontese nel 1815. Certo però fu un periodo fecondo di bene per la Maddalena e relativamente tranquillo, durante il quale la piccola borgata giunse ad uno sviluppo così notevole da sorpassare nel 1814 i 2000 abitanti". Questa notizia, da accogliersi con riserva fino a che non sarà convalidata da documenti d'archivio, è passata nella letteratura geografica, tramite la Manara. Assunto Mori scrive più tardi "la popolazione dell'isola, la quale giunse ad avere nel 1814 ben 2000 ab.". L'entità della popolazione dell'arcipelago appare per la prima volta in un censimento ufficiale soltanto nel 1821, quando ivi si contarono 1600 abitanti. In detto censimento è notato: "fanno parte della comunità della Maddalena le piccole isole adiacenti." Nel censimento successivo, che è del 1824, La Maddalena registra 1758 abitanti, con un incremento medio annuo di 52,6 ab./anno. Valore molto positivo e ben sostenuto, in proporzione eguale a quello di tutta la Sardegna. Inoltre la presenza di 877 maschi e di 881 femmine denota il raggiungimento di un buon equilibrio nella composizione per sesso.

Una forte contrazione nel numero di abitanti si osserva col censimento del 1838, perchè la popolazione risulta di 1.200 anime, con un decremento medio annuo di 39,8 ab., mentre per tutta la Sardegna si registrava un notevolissimo incremento. La causa è da riceracarsi nel precedente eccesso di saturazione demografica.
Il censimento che il Corridore assegna al 1844, come peraltro osseva egli stesso, si protrasse per circa due anni e i risultati furono resi di pubblica ragione nel 1846. La Maddalena vi figura con una discreta ripresa demografica, da considerarsi notevole perchè arresta il fenomeno di declino dell'entità della sua popolazione, e riprende il suo incremento registrando 1963 ab. (La Maddalena 127,1 ab. all'anno; Sardegna 3094). Quattro anni dopo, nel Censimento della popolazione del Regno di Sardegna per il 1848 la popolazione residente è di 2025 ab. (aumento di 15,5 ab. all'anno). Il censimento del 31 dicembre 1857 registra una riduzione (1712 ab.; -34,7 all'anno), mentre tre anni dopo la nuova rilevazione presenta un fenomeno di relativa stazionarietà. Ma a tale proposito bisogna ricordare che la popolazione di diritto è calcolata pari a 1901 ab.; in questo caso è molto opportuna l'osservazione di Rosetta Manara, la quale afferma che la "differenza fra la popolazione di diritto e quella presente, rappresentata dalla cifra di 180, è dovuta al fatto che molti maddalenesi si arruolano nella Regia Marina e sono quindi assenti la maggior parte dell'anno; infatti il numero delle donne assenti è solo 54, mentre quello degli uomini è di 123".

La Manara adombra un estatta osservazione che proprio per quegli anni aveva stilata nel suo itinerario Alberto della Marmora, il quale notava: "Così in poco tempo questa popolazione diventò essenzialmente marittima, al punto he dopo una cinquantina d'anni, e specialmente ora, in questo borgo non vi sono che donne, vecchi ed infanti, perchè tutti gli altri validi servono nella marina reale, oppure sono imbarcati sopra bastimenti di commercio, alcuni poi navigano per loro conto proprio, facendo piccoli cabotaggi sopra battelli costruiti da loro stessi". Non bisogna peraltro dimenticare che nel 1859 aveva infierito una dura pestilenza, che spiega il tenue incremento maddalenino.

Nel 1871 la popolazione presente con dimora stabile è pari a 1724 ab.; aggiungendo a tale risultato 190 unità con dimora occasionale, la popolazione presente è pari a 1914 abitanti. la popolazione residente è di 1919 abitanti.

Rispetto al 1861 il bilancio è positivo anche se con margine lievissimo, nel quale incide una emigrazione che, dapprima compensando la forte natalità, finisce per prevalere, come è dato constatare con il censimento del 1881. In quest'anno la popolazione presente era di 1881 ab. (residente, 1895 ab.), mentre, in base alla sola eccedenza dei nati sui morti doveva ammontare a 2097 abitanti. L'emigrazione si manifesta pertanto in pesante misura, denunziando un disagio economico al quale si sottraggono le forze più vigorose ed intraprendenti. Il decennio però fu abbastanza movimentato da un flusso migratorio in arrivo di manodopera specializzata per lavorare in cava. Evidentemente il richiamo era esercitato dalle cave locali di granito, specie da quella di Nido d'Aquila, impegnata nella fornitura di lastre e blocchi per il Canale di Suez. Negli anni 1874 e 1875 - secondo i dati che ho ricavato da ricerche personalmente svolte presso l'archivio comunale de La Maddalena - vennero nell'isola 24 scalpellini da Signa in provincia di Firenze e 15 dalla provincia di Novara. Di questi non si conosce il centro di provenienza, ma è ovvio che debba localizzarsi nella ben nota area della beola; per i Signani è superfluo ricordare che essi sono tra i principali cavatori di pietra della celebre gola della Gonfolina, attraverso la quale defluiscono le acque dell'Arno. Queste maestranze venivano a contratto annuale, e rappresentavano pertanto una popolazione fluttuante di notevole significato economico, ma senza una specifica importanza demografica. La loro venuta indica pure che i maddalenini non si dedicavano al mestiere di cavatori, nonostante l'angustia economica in cui versava il loro paese. Dal punto di vista esclusivamente statistico il femomeno denunzioato dal censimento 1881 non è di eccezzionale entità, ma diventa allarmante nell'ambito geografico ed economico, perchè indica la saturazione antropica dell'arcipelago ed il travaso forzato dei suoi abitanti verso altri lidi. I risultati del censimento esprimono quindi una situazione di fatto molto precaria ed incerta per l'avvenire, ferme restando le accennate premesse.

Nel 1901 il censimento registra una popolazione presente pari a 8361 abitanti (6888 popol. agglomerata; 1473 sparsa), che supera di 328 unità la popolazione residente (8033). Gli abitanti presenti con dimora abituale sono 7395, mentre quelli con dimora occasionale sono 966.

I grandiosi lavori di sistemazione del porto, dei servizi, delle caserme, delle fortificazioni, determinarono nell'arcipelago un flusso cospicuo di popolazione. Dalla serie dei registri conservati nell'archivio comunale, ho ricavato che al 31 dicembre 1885 gli abitanti erano 1825; al 31 dicembre 1888 essi erano invece 4060, e alla stessa data del 1891 erano 6798, dei quali 4648 civili e 2150 tra militari e detenuti nella colonia penale. La distinzione tra civili e militari, registrata purtroppo per pochi anni, consente di notare con sicurezza l'immediato effettivo incremento di quella parte della popolazione che tende a fissarsi nella nuova sede.

Nel 1895 i civili sono 4641: questo valore riflette il termine della maggior parte dei grandi lavori - che si ebbe appunto in quell'anno - e quindi la partenza di molti operai. Ma proprio da quell'anno l'incremento, dovuto esenzialmente alla natalità, diventa più sostenuto e progressivo (anno 1896, ab. 5087; anno 1897, ab. 5281), sino a giungere al risultato del censimento del 1901.
Ma l'incremento della popolazione na ha una ulteriore ottimistica conferma con il censimento del 1911, quando furono censiti 10.184 abitanti presenti. La differenza con gli 8361 presenti nel 1901 è notevole (+1763), ma alterata tuttavia da elementi estranei. Infatti considerando la sola popolazione residente, la differenza si riduce a +776; considrando invece la popolazione presente con dimora abituale la differenza diventa di scarsa entità (+26).

I risultati dei censimenti relativi a La Maddalena, ad esempio, entro l'ambito regionale della Gallura, non possono essere paragonati con i risultati di altri comuni, senza una preliminare elaborazione, che abbia tenuto conto della natura e delle funzioni particolari espletate dalla città, sopratutto come piazzaforte marittima con importante guarnigione militare. La Manara afferma che la popolazione de La Maddalena nel 1911 era di 11.154 ab.; questo risultato contrasta con i risultati ufficiali, ne saprei indicarne la fonte. E' certo però che il divario si riduce notevolmente quando la Manara afferma che "8796 sono civili, 2358 militari". Importante è pure la notizia che i nati alla Maddalena erano soltanto 2000, pari al 23,5% della popolazione totale!

In seguito a ricerche da me effettuate, ho potuto ricavare la cifra di 8809 civili al 31-12-1911, e di 10.430 civili al 31-12-1921. Alla stessa data i militari erano soltanto 1032. Dopo la prima guerra mondiale la popolazione che vive abitualmente nell'arcipelago non diminuisce, ma aumenta rispetto al censimento del 1911. La popolazione presente con dimora abituale è pari a 9700 ab. nel 1921, di fronte agli 8387 del 1911. Anche la popolazione residente è in aumento, perchè da 8809 unità del 1911 si passa a 10.301 del 1921. La mia osservazione contrasta con quella di Assunto Mori e di altri che hanno confrontato l'entità della popolazione presente nel 1911 (10.184 ab.) con quella del 1921 (9796 ab.), senza tener conto che i risultati dai noti fattori contingenti. Anche in tali incertezze si riflette l'importanza della funzione esercitata dalla piazzaforte navale ai confini marittimi d'Italia.

V'è da osservare che, tra le altre isole, Caprera ha sempre il primato del numero degli abitanti. Nell'anno 1881 la gradatuoria delle isole per numero di abitanti presenti era formata da Caprera, Razzoli,Spargi, Santa Maria. Nel 1921 Caprera è seguita da Santo Stefano, Santa Maria, Spargi, Razzoli.

Dal 1922 1l 1931, il movimento migratorio è stato negativo per La Maddalena, perchè si è verificata un'uscita di 586 persone; si è avuta però un'eccedenza di nati sui morti di 1210 unità. In complesso, quindi, nel censimento del 1931 si doveva registrare un incremento di 624 abitanti. Invece l'incremento tra la popolazione presente del 1921 e quella del 1931 è di 2328 abitanti!

La Maddalena 11.061 (M. 6.269 - F. 4.792); Navi e barche 452 (M.452 - F. 0); Razzoli 28 (M. 17 - F. 11); Spargi 64 (M. 54 - F. 7); Santa Maria 24 (M. 8 - F. 16); Santo Stefano 92 (M. 77 - F. 15); Caprera 855 (M. 811 - F. 44)

Questo aumento numerico è di difficile precisazione, perchè nella popolazione presente con dimora abituale sono sicuramente inclusi i militari. E in qual numero essi fossero nel 1931 è possibile arguire ricordando che il numero degli uomini è normalmente inferiore a quello delle donne. Si noti poi il forte divario esistente tra maschi e femmine nella popolazione di Caprera. In tali condizioni non è possibile per il comune de La Maddalena fissare valori che siano confrontabili tra i diversi censimenti. L'unico dato di fatto, che consente di ritenere positivo il movimento della popolazione è l'eccedenza dei nati sui morti e sugli emigrati. Un ulteriore approfondimento dell'indagine ha carattere storico "riservato", e non la giudico indispensabile dal punto di vista geografico, una volta che il senso del fenomeno è interamente acquisito.

Più veritiero ed utile del censimento del 1931 per le nostre finalità, è il censimento del 1936 dal quale, nella popolazione residente sono esclusi i militari di naltri comuni presenti per servizio di leva (vi sono considerati però quelli in servizio permanente effettivo), mentre vi sono inclusi i militari con dimora abituale a La Maddalena, ma assenti per motivi di leva. "Questa differenza di criteri rende meno significativi i confronti con i censimenti precedenti per i comuni nei quali hanno sede importanti guarnigioni militari". Questa fraseche si legge nel paragrafo 10 delle Avvertenze alle tavole dei fascicoli di censimento del 21 Aprile 1936, è una riprova di quanto siano falsati i risultati che alcuni studiosi hanno desunto da non approfonditi confronti statistici sui valori numerici offerti dai censimenti a proposito de La Maddalena. La popolazione residente è, nel 1936, pari a 10.968 ab. E' opportuno osservare che il quinquennio intercorso tra i due censimenti registra un attivo di 907 unità tra movimento migratorio ed eccedenza dei nati sui morti. L'incremento demografico, nonostante le oscillanti ed ambigue cifre dei censimenti, è quindi sempre in atto.

Il censimento del 1951 denunzia una diminuzione demografica, della quale - per le note ragioni - sfugge la precisa entità. Comunque il fenomeno del decremento è questa volta documentato in maniera esplicita. Infatti se consideriamo la popolazione presente con dimoraabituale censita nel 1936 (10.231 ab.), e ad essa aggiungiamo 1976 unità risultanti come eccedenza dei nati sui morti nel periodo 1937-1951, otteniamo una popolazione pari a 12.207 persone. Ma nello stesso periodo il movimento migratorio si chiude con un deficit anagrafico di 1321 unità, che, sottratte al precedente risultato (12.207- 1321), definiscono un complesso teorico di 10.886 abitanti per il 1951. Invece, i risultati del censimento del 1951 sono sistematicamente inferiori, e in misura tale da tradire l'intervento di altri fattori, che con l'apporto di alterazioni impediscono un esame matematico del fenomeno stesso. Da quando è stato detto si deduce che, di fronte ad una naturalità sufficentemente sostenuta, si verifica un aumento nell'emigrazione, tuttora in atto. I dati anagrafici più recentiregistrano una popolazione residente di 10.709 ab. (31-12-1960), la quale stabilisce un aumento di 339 unità rispetto alla popolazione censita il 4-11-1951 (10.370 ab.). Invero poichè del 1952 incluso al 31-12-1960 l'eccedenza dei nati sui morti è stata di 892 unità, si doveva registrare una popolazione residente di 11.262 unità. Invece l'emigrazione sistematica delle forze lavoro da La Maddalena, pari a 453 unità, ha determinato un incremento globale cosi esiguo, pur senza portare la contrazione a valori negativi.

Il censimento del 15-10-1961 chiarirà se il movimento anagrafico positivo sarà confermato dalla popolazione presente. Comunque è da ritenere che gli abitanti del La Maddalena, pur con sacrificio, sappiano bene reagire all'attuale congiuntura storico-economica, e che l'artificiosità su cui è impiantata l'esistenza di tutta una popolazione abbia invece prevalentemente assunto caratteri di stabilità, in una situazione che deve soltanto essere dimensionata con cura, passione e competenza.


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