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Settecento > 1700 - 1799
Troviamo le prime tracce alla Maddalena, della famiglia Millelire; Era conosciuta fin dal secolo XVII con il nomignolo di '"Leoni delle isole"; derivò il cognome dalla località di Millelì in Corsica, dove si era stabilita alla fine del Seicento. Attorno al 1750 i suoi membri si trasferirono a La Maddalena e vi si stabilirono con un Pietro dal quale derivano le generazioni successive, che si sono rese particolarmente benemerite nel servizio della Marina militare. (I documento dell'archivio di Stato di Torino ci parlano del capo degli isolani, che nel 1767, era un certo Pietro di Millelire, per l'uso invalso di mutuare il nome del luogo di provenienza, in terra straniera e nella qualità di "profughi", per evitare ripercussioni negative sulla famiglia di provenienza. Il cognome originario doveva essere Leoni. Il nome di Cardaliò, non sarebbe altro che la discesa Cala di Leoni (Lioni), dal villaggio del Collo Piano. Giancarlo Tusceri ) Il loro cognome compare spesso nelle cronache politiche e militari della Sardegna sabauda, e ancora esiste a La Maddalena. "Due fratelli di Domenico, Giovanni Agostino e Carlo Antonio, si segnalarono per la brillante carriera nella Marina militare - scrive Renzo De Martino nel recente La Maddalena e il suo arcipelago -: il primo era il comandante delle isole Intermedie quando vi sostò con la sua flotta l'ammiraglio inglese Orazio Nelson (1803-1805), con il quale ebbe una frequente corrispondenza epistolare; il secondo raggiunse il grado di capitano di vascello e ricoprì per sei anni la carica di direttore del Regio Arsenale di Genova. Singolare destino, quello dei Millelire, sempre coinvolti con la storia dei grandi. A Francesco,comandante della nave da guerra Tripoli, toccherà il compito di condurre in esilio a Tunisi Garibaldi, arrestato dopo il crollo della Repubblica Romana del 1849. Quando il bey di Tunisi non permise lo sbarco al Generale, la nave dovette tornare a Cagliari e qui fu proprio Francesco Millelire a suggerire all'intendente della divisione amministrativa, conte Pes, nonché al comandante generale dell'isola di Sardegna, l'idea di sbarcare Garibaldi alla Maddalena. Questi lo chiamava Millelire il Piccolo per distinguerlo, senza malizia,dal ''grande''Domenico. Va anche ricordato che, avvenuta l'occupazione dell'arcipelago da parte dei Piemontesi nel 1767, fu un Pietro Millelire Chef de la Tribù che, dinanzi al maggiore La Roquette, a nome di tutti gl'isolani fece atto di ufficiale sottomissione al re di Sardegna".
Pietro Millelire, ebbe da sua moglie Maria Ornano 4 figli maschi ; Agostino nel 1758, Domenico nel 1761, Carlo Antonio nel 1765, Francesco di cui non si conosce la data di nascita, ma senz'altro era il più giovane. Tutti e quattro subiscono il fascino irresistibile del mare, in quel suo aspetto particolare che è la vita della marineria militare, il che significa: il mare come la libertà, una bandiera per l'ideale, una disciplina per essere uomini. Così Agostino si imbarcò giovanissimo e nel 1787 lo troviamo pilota sulla regia mezza-galera "Beata Margherita" agli ordini di quell'ottimo capitano che era Felice De Costantin, in occasione dell'epico scontro che il 15 aprile vide quella nave vittoriosa contro uno sciabecco tunisino. Egli si batté strenuamente, benché ferito, fino a quando i barbareschi non furono piegati. Combatté quindi con eroismo nella battaglia de La Maddalena tanto che nel 1794, oltre alla medaglia d'oro, fu promosso pilota di fregata. Nel 1816 ebbe l'onore di essere nominato comandante dell'arcipelago de La Maddalena, col grado di Maggiore di Fanteria (la marina faceva allora parte di questo corpo). Nello stesso anno, il Re permutò la sua medaglia d'oro in croce di cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia, il massimo riconoscimento dell'epoca. Morì nella sua isola in quello stesso 1816. Suo figlio Giò Battista, nato nel 1803, si distinse a 22 anni nella spedizione di Tripoli e successivamente nella campagna del 1848 , raggiungendo il grado di contrammiraglio. Tra i discendenti di di Agostino vi fu anche un secondo Ammiraglio. Domenico Millelire, il nocchiere della Real Marina Sarda, aveva un "nome di battaglia" che era tutto un programma: "Debonnefois" ed ebbe la sua medaglia d'oro a 32 anni con la semplice e lapidaria motivazione: "Per aver ripreso al nemico l'isola di Santo Stefano e per la valorosa difesa dell'isola de La Maddalena contro gli attacchi della squadra navale della Repubblica francese" nulla di più semplice e di più puro per un soldato. L'eroismo lo aveva nel sangue. Era imbarcato sulla mezza-galera "Santa Barbara" al comando di un altro grande della Marina Sarda, Vittorio Porcile, nativo dell'isola di San Pietro che come La Maddalena, diede alla marineria uomini illustri; insieme il 3 gennaio 1794, combatterono con estremo valore contro due sciabecchi algerini e li catturarono. Per questa azione Domenico ricevette la medaglia d'argento al valor militare. Promosso sottotenente delle mezze-galere, partecipò il 18 luglio 1811 alla famosa battaglia navale di Capo Malfatano, a seguito della quale ebbe il grado di capo tenente delle truppe di fanteria. In seguito gli fu riconosciuto il gradi di sottotenente di vascello dei forti della Reale Marina Sarda e la carica di capitano del porto e comandante della Marina a La Maddalena. Qui morì il 14 agosto 1827 e, come Agostino, fu sepolto nel cimitero vecchio dell'isola. Nel 1928 la marina volle dare il suo nome a un sommergibile di 1.320 tonnellate, di cui fu madrina la pronipote signora Anita Susini-Millelire. Il terzo fratello Carlo Antonio presente anch'esso come "pilotino" tra i difensori de La Maddalena, raggiunse il ruolo di ufficiale di Marina, ed un suo figlio, Francesco , fu Ammiraglio. L'ultimo Francesco, morì in servizio attivo a Napoli nel 1802 senza eredi.