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Nel 1907 in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi viene eretta a Cala Gavetta una colonna commemorativa che ancor oggi è uno dei simboli della comunità maddalenina. Il granito è manco a dirlo, di Cala Francese, il proprietario è Attilio Grondona, imprenditore illuminato, che farà di quelle cave un punto di riferimento e di rifornimento per le nascenti fortificazioni. Recuperare la zona come archeologia industriale sarà una scommessa che la nostra città può vincere. Sulla scia della loro coscienza storica gli isolani posero anche una targa marmorea sulla casa in cui abitò Domenico Millelire.
Sempre nel 1907, cessata l'attività dei servizi postali marittimi della "Navigazione Generale Italiana", i cui grandi piroscafi Adriatico, Africa, Candia Egitto e tanti altri facevano scalo a La Maddalena con frequenza settimanale, potenziato lo scalo di Golfo Aranci, ove confluivano le strade ferrate della Sardegna, i trasporti marittimi furono assegnati all'Esercizio Navigazione delle Ferrovie dello Stato.
5 Febbraio
Nasce Mario Baffico (La Maddalena, 5 febbraio 1907 - Roma, 17 gennaio 1972) è stato un regista e sceneggiatore italiano. All'attività di cineamatore e di organizzatore di cineclub (uno dei primi in Italia), affiancò quella giornalista e di scrittore. Nel 1930 pubblicò infatti a Roma un libro sul cinema, Profili di Hollywood: dèi e semidei del '900, tuttora di notevole interesse per un'analisi del mondo cinematografico americano di quegli anni e dei suoi protagonisti. Nel 1932 esordì come regista, realizzando pregevoli cortometraggi, fra cui Giovinezza, Le tre primavere, Il lago degli amanti. Il suo primo film a soggetto comparve nel 1936, quando diresse insieme ad Alberto Lattuada La danza delle lancette, che ottenne un lusinghiero successo di critica. Due anni dopo, nel 1938, uscì Terra di nessuno, considerato il suo capolavoro e ispirato ad un racconto di Luigi Pirandello. L'attività di Baffico continuò anche negli anni della seconda mondiale, durante i quali egli scelse di aderire alla Repubblica di Salò; forse per questo motivo, i due film di questo periodo non ebbero grande diffusione. Nel dopoguerra egli si dedicò esclusivamente all'attività di documentarista; il suo ultimo film, una commedia sentimentale di scarsa importanza, risale al 1950-1951.
21 Marzo
Nasce Giuseppe Branca, Professore ordinario di diritto romano. Nominato Giudice Costituzionale dal Parlamento il 2 luglio 1959, giura il 9 luglio 1959. E' eletto Presidente il 10 maggio 1969. Cessa dalla carica di Presidente il 9 luglio 1971. Senatore della Repubblica
14 Aprile
La Casa di Garibaldi ed il terreno adiacente vennero dichiarati Monumento Nazionale ed il Ministero della Marina Militare ne assunse la custodia. A Caprera fu inviato un apposito distaccamento Militare di marinai per curare l'ordine della zona e per assicurare la Guardia d'onore alla Tomba dell'Eroe. Lo stesso anno, il distaccamento Militare ebbe in dotazione dalle Poste Italiane un regolare timbro postale, un "cerchio grande con'stella", con la denominazione "CAPRERA". Questo veniva usato per bollare tutta la corrispondenza (in massima parte cartoline) imbucata nella cassetta, sita nei pressi del|'ingresso alla Casa di Garibaldi, e quindi consegnata all'ufficio postale di La Maddalena, che provvedeva all'inoltro a destino, in quanto l'isola di Caprera non aveva mai avuto un proprio ufficio postale.
2 Giugno
Venticinque anni dopo la morte dell'eroe dei due mondi, nel corso delle celebrazioni svoltesi a Caprera, il poeta e avvocato nuorese Sebastiano Satta lesse un'appassionata orazione funebre davanti alla tomba di Garibaldi. E declamò : Vi è alcuno tra voi che, volto il colore alla terra ed alla costa del breve mare ed ai monti di Sardegna, pensi in quest'ora di epopea garibaldina, alle popolose metropoli che oggi nella religione del ricordo gli animi si volgono al nome di Garibaldi? Io credo che alcuno vi sia che senta più di voi in quest'ora solenne: qui è raccolto il possente cuore del popolo, poiché so che il palpito del Mondo è a Caprera, dove Egli visse e morì: né i monumenti di Roma, grande hanno la santità degli scogli di Caprera, dove è l'orma dei piedi di Lui impressa.... "A Caprera, a Caprera, a Caprera, Egli disse, e se morrò lontano portatemi a Caprera e vestitemi di rosso e sul rogo alto, fatto d'acacie, che ardono odorose come l'ulivo, là, non cremato ma bruciato il mio corpo con la faccia rivolta al sole, al soffio aperto dei cieli, come Pompeo!... ..Bene voi, cittadini di La Maddalena avete eretto questo ricordo poiché lo amaste! Voi gli deste ospitalità e quando gli intrighi della forza e della diplomazia lo scacciarono Egli fu qui e a Lui, esule, diede ospizio e schiuse il suo focolare il Sindaco Susini, memore dell'affetto per il figlio suo che fu maddalenino e combatté a Montevideo! ... Qui volse la propria tornante col cuore ferito ed il sacco della semente... e qui ancora il pigolare delle due capinere che nel vespero sereno di giugno ne consolarono l'agonia...e qui nella grande ombra stellata fu un convegno di pensieri vigili e sugli scogli al rombo del mare si unì il rombo delle ali delle sue Vittorie ... E vennero non da campi di battaglia infecondi, da combattimenti laceratori del diritto; non da pugne fratricide ed ingiuste, ma dall'America, dalla Lombardia e dalla Sicilia, anelanti libertà! E prima tu o vittoria del Salto di S. Antonio, che cantasti stanotte l'inno tuo sulla grande sepoltura, recando fiori delle Pampas... e nel nuovo Aspromonte che portò la concezione di quel che fu il cittadino d'Italia, quando Egli gridò di fronte ai fratelli nemici: Viva l'Italia! Così cantò il coro delle Vittorie attorno alla grande sepoltura e chi oggi fu investito da grandi pensieri sentì possente un raggio d'amore e balzò ad impugnare una spada. Or noi che cosa abbiamo recato a Lui? Voi sì avete elevato questa colonna a Garibaldi e bene avete fatto ad erigerla in questa piazza, che ricorda la vostra antica virtù ... . E benedetto questo mare che fu l'amico di Garibaldi: l'oceano dove Egli temprò la fanciullezza, dove ruggì i ruggiti di libertà anelando alla Patria. E benedetto il mare che cento anni ad oggi cullò e cantò con misteriose ninne-nanne il pargolo divino, come oggi culla il suo sonno di morte... ....L'Italia mandò corone, ma non portò la corona che attendiamo, tolta dal serto di Roma: la corona del libero pensiero. Egli sognava una Roma non di preganti e benedicenti.... Noi sardi non portiamo corone! Non corone di fiori di gioia porta la triste Isola! Non portiamo nulla, o Padre, ma a Te molto chiediamo: conforta tu, Padre, le terre che guardano l'Isola tua.... son gli stazzi dove passavi e correvi incontro a Canzio: son essi i pastori e le case ospitali. Or noi siamo tristi, or la miseria e le coscrizioni spingono i figli alla busca del pane, lontano ... Gloria a te nei secoli, all'ardente camicia! Povera ardente camicia! Ti chiamino sacco da circo, casacca! Ti ributti la storia che fa le convenienti nozze ... ma il popolo che ti ama ti consegna alla leggenda, e la leggenda canta l'inno tuo sull'arpa d'oro dell'Italia. Tu sei sempre simbolo di fede e libertà: tu, o povera, ardente camicia passerai ricordando il suo nome.
1 Luglio
La Camera approva il disegno di legge che dichiara monumento nazionale l'isola di Caprera e la casa di Garibaldi.
4 Luglio
"Il culto civile degli Eroi dell’Umanità, non meno di quello dei Santi della Chiesa, degenera in ipocrisia a misura che la fede sincera operosa s’intiepidisce nel cuore degli uomini. Il culto vero consiste nella imitazione degli esempi che ci lasciarono, nella continuazione del loro apostolato, nel compiere la Santa opera loro, interrotta dalla morte, sovrapponendole il coronamento con cui pensavano di darle fermezza e perfezione di forma." Queste parole – apparse in un opuscolo distribuito a ricordo del Quinto Pellegrinaggio Nazionale a Caprera il 4 luglio 1907 – possono introdurci allo spirito, alle simbologie e al linguaggio che accompagnarono gite e cortei patriottici lungo i luoghi della memoria risorgimentale durante il periodo liberale. In occasione del centenario della nascita di Garibaldi i maddalenini vollero erigergli una colonna granitica commemorativa proprio all'imbocco del loro amato porticciolo, grandissimo fu l'impegno partecipativo dei maddalenini, molti dei quali prestarono la loro opera gratuitamente. Il monumento e opera dell'Architetto Valfredo Vizzotto - Fucecchio (FI) 1880 - Milano 1961-. Vinse nel 1905 il concorso per l'insegnamento del disegno e della calligrafia presso le Scuole Tecniche e fu assegnato alla Maddalena. Qui vi rimase per sei anni, per trasferirsi poi a Cagliari avendo vinto il concorso per gli Istituti Tecnici superiori, curò il rilievo e la ricostruzione progettuale dei maggiori monumenti antichi, tra cui il teatro romano di Nora e l'anfiteatro di Cagliari. Fu incaricato anche dal Re Zog dell'Albania di curare gli arredamenti del palazzo reale e della sua villa privata. Il centenario della nascita di Garibaldi era una ricorrenza troppo importante perché alla Maddalena non fosse degnamente celebrata, dati i legami che Garibaldi aveva avuto con i maddalenini, suoi vicini di casa. Non sappiamo se fu indetto un concorso per la progettazione del da dedicargli, ma fu comunque scelto il progetto del professore della Scuola Tecnica locale, appunto Vizzotto, che propose una colonna di granito alta 17 metri, su un piedistallo adorno di un medaglione con la testa di Garibaldi e sul lato opposto, lo stemma cittadino. L'iniziativa ebbe localmente un favorevole accoglimento, se consideriamo che su un totale di "oblazioni e concorsi" di £ 6.516 i privati e le Associazioni concorsero per £ 1.274,25, i commercianti per £ 822,85 e (stupisce un po' la dizione) i comunisti di Maddalena per £ 263,90. Il comune aveva stanziato £ 2.500, il Re aveva mandato 1.000 lire ed i Comuni viciniori il resto. (La 'Colonna Garibaldi', con una iscrizione dedicatoria in caratteri bronzei a rilievo perfettamente consoni ad un certo gusto tipografico dell'epoca. Sul fianco sinistro del basamento, in basso, vi è la scritta 'soc. esp. graniti sardi', incisa nel marmo ad imitazione rudimentale dell'iscrizione in bronzo.)
5 Novembre
Inaugurato l'Ospedale Garibaldi; 'ambulatorio è costituito da terreni donati e da edifici concessi, manca d'ogni specie d'allestimento, ma costituisce ugualmente, per la popolazione dell'isola, una nuova speranza. Creato da Costanza Garibaldi, che intanto intrattiene una fitta corrispondenza con i generosi donatori di qualche obolo o di qualche benda, e con lo stesso tono, sempre per iscritto, s'intrattiene con la Regina d'Italia, con la Regina d'Inghilterra, alla quale fa valere l'ottima posizione di La Maddalena nel Mediterraneo e la folta presenza di inglesi in zona, e la più modesta, e meritoria, volontaria popolana. Quest'opera, nella quale Costanza è sostenuta dalle figlie, viene da lei teorizzata in un opuscolo intitolato.