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Cultura isulana
Non solo divertimenti, mare e natura incontaminata, La Maddalena regala al turista momenti di grande cultura e interesse storico, come quelli racchiusi nei musei delle isole di Maddalena e Caprera.
Isole dell'isola, La Maddalena e Caprera, sulla punta a nord-est della Sardegna, non vantano solo splendide coste e mare cristallino, ma anche itinerari e luoghi di storia e cultura. In particolare, ci si può concentrare sull'offerta museale, che contempla quattro indirizzi di grande interesse culturale. Prima tappa, il Museo Diocesano Sacristia S. Maria Maddalena, all'interno dell'omonima chiesa parrocchiale. Una visita importante perché permette di indagare a fondo le origini della cittadina, fondata attorno al culto di S. Maria Maddalena. Vi si trovano, infatti, numerose tracce della vita religiosa della comunità, con crepitacoli, manufatti artigianali e reperti iconografici del primo '800, che documentano abbigliamento e monili del tempo. Fulcro dell'esposizione, il "Tesoro di Santa Maria Maddalena", con gli ex-voto, tra cui gioielli di produzione gallurese del XVI-XVIII secolo, ma anche statue, dipinti, arazzi, antichi libri, tabernacoli, paramenti sacri e dotazioni d'altare. Annessa al museo, si trova anche una biblioteca specializzata di cultura religiosa, con saggi e bibliografia specifica della Santa. Dirigendosi verso la costa e percorrendo la suggestiva strada panoramica, si arriva al Museo archeologico Navale Nino Lamboglia, dedicato, appunto, alla nave romana naufragata nel 120 a.C. presso l'isola di Spargi, testimonianza del fitto movimento commerciale nelle Bocche di Bonifacio. Il museo mostra il relitto romano e il suo carico, recuperato nelle acque dell'arcipelago, composto da centinaia di anfore vinarie e vasi da mensa di produzione campana. Elemento centrale dell'allestimento è la ricostruzione in scala naturale dello spaccato dello scafo della nave, con riproduzione del sistema di stivaggio. Si aggiungono all'esposizione, ceppi d'ancora in piombo e altri materiali, recuperati dalle acque dell'arcipelago. Bisogna invece attraversare il panoramico ponte che unisce La Maddalena con Caprera per visitare gli ultimi due musei, il Museo geo-mineralogico naturalistico e il Museo Garibaldino. Il primo, curato e realizzato dall'Associazione Mineralogica Paleontologica Naturalistica "Giovanni Cesaraccio", si trova all'interno del Centro di Educazione Ambientale dell'isola di Caprera e merita la visita per la presenza di giganteschi gruppi di cristalli di quarzo affumicato, famosi in tutto il mondo. L'esposizione include, inoltre, circa 300 campioni di rocce, sabbie di spiaggia, minerali, fossili provenienti dall'isola di Caprera, oltre a campioni di "tormalina" nera, cristalli di bertrandite e granato almandino. Non meno importante la storia della struttura che ospita il Museo, realizzata nei primi del '900 dal Ministero della Guerra (ramo della Marina) e destinata al baraccamento truppa. L'insediamento serviva ad assicurare la difesa dell'arcipelago contro tentativi di sbarco e di ancoraggio nemico nelle acque interne e fu molto attivo durante le due grandi guerre. Rimanendo in tema bellico, resta forse la più interessante delle visite, quella al Museo Garibaldino, composto dall'insieme degli edifici e dei cimeli appartenuti all'eroe. Approdato per la prima volta a Caprera il 25 settembre del 1849, dopo essere stato arrestato ed esiliato, il generale si innamorò dell'isola e vi acquistò alcuni tenimenti, dove visse fino alla sua morte nel 1882. Proprio all'interno dei luoghi di vita del generale, il museo ospita le armi, i vessilli, la carrozzella, e i dipinti appartenuti a Garibaldi. Sono stati conservati, inoltre, molti degli arredi originali, tra cui quello della stanza dove il generale si spense, con il letto rivolto verso la Corsica e l'orologio di fabbricazione inglese fermo all'ora del decesso, le 18.20.
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