Menu principale:
Natura isolana
Ad uno sguardo generale sul paesaggio dell'Arcipelago, la prima netta impressione e quella di un dominio quasi assoluto del granito nei suoi vari aspetti, spesso spettacolari; l'attenzione e richiamata dalla bizzarria e dalla mutevolezza delle forme, a volte piane o tondeggianti, più spesso tormentate, scavate, fratturate. In questo dominio delle rocce la vegetazione appare quasi un semplice contorno, un completamento delle emergenze granitiche ad esse strettamente connaturata non solo per i profili che assume, ma per la sua stessa esistenza.
Le condizioni di colonizzazione dei vegetali su questi "scogli" emergenti dal mare trovano molte difficoltà: la scarsa piovosità (600 mm di pioggia/anno), la salsedine, la grande acidità del terreno, il limitato spessore dei vari orizzonti del suolo, l'esposizione.
Ma il grande selezionatore e modellatore delle singole specie e delle formazioni vegetali é il vento che manifesta la sua azione limitando lo sviluppo in altezza delle piante, agendo quasi come una grande cesoia che spiana la superficie delle chiome di alberi e arbusti (effetto vela).
Solo a ridosso dei costoni, delle creste, di speroni o di semplici massi isolati si può avere un migliore sviluppo della vegetazione: non e ram vedere, quasi acquattati dietro le rocce, singoli esemplari della macchia che ripetono nel profilo esterno le forme del granito protettore. Più spesso il cespuglio o l'alberello devono prostrarsi cedendo al vento, svilupparsi in orizzontale, quasi a protezione dei propri apparati radicali, appoggiarsi al granito ricoprendolo e tendendone più morbide le forme aspre e articolate.
Le condizioni edafiche ottimali si riscontrano nei solchi torrentizi e nelle piccole vallette che incidono le varie isole là dove, oltre alla protezione dal vento, le piante possono godere più a lungo dell'umidità e della presenza stagionale dei piccoli corsi d'acqua, "le vadine". Date le pendenze e il tipo di suoli che attraversano, spesso queste assumono, in miniatura, 1'aspetto di fiumi selvaggi, formando, in dimensioni ridotte, canyons, cascatelle e pozze che costituiscono quadri imprevisti per il visitatore occasionale. Attenti pero; queste immagini possono durare pochi giorni perché legate alla mutevolezza delle condizioni atmosferiche e allo scarso apporto di pioggia.
Gli ambienti più caratteristici dell'arcipelago sono costituiti dalle formazioni artificiali, quali le pinete e le leccete, dalla macchia alta, dalla macchia bassa in cui tutte le specie convivono, si proteggono vicendevolmente o gareggiano fra loro per guadagnare spazio e luce.
A questi ambienti va aggiunto quello mutevole delle spiagge dove piante speciali, che non temono la salsedine, si spingono fino al limite delle lunghe onde invernali: sono le "psammofile", come il giglio di mare, il poligono marittimo, l'erba medica marina, il finocchio litorale.
Menu di sezione: