La Maddalena


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La Torre di Santo Stefano

Fortezze

La torre ha pianta quadrata ed è coronata da un fossato, per cui per entrare è necessario passare sul ponte levatoio. Ai quattro lati, altrettanti piccoli sotterranei ai quali si accede discendendo le scale. Al piano terreno vi sono due camere; dalla piccola camera a mezzo di scala si sale al primo piano nella quale c'è la sala del presidio e la cucina. I servizi igienici sono nel sotterraneo, indicati in mappa come "luogo comune". Sopra il primo piano la terrazza alla quale si accede per mezzo di un'altra scaletta e dove trovano posto 4 cannoni. Nella torre vi è anche una cisterna per la raccolta e conservazione dell'acqua.

Località': Isola di Santo Stefano

Epoca di costruzione: 1771 - 1773

Utilizzazione attuale: Recentemente restaurato dalla Soprintendenza ai BB.AA.SS. per le province di Sassari e Nuoro, è interdetto al pubblico perché incustodito.

Decrizione: Ne “L’isola della Maddalena - documenti e appunti storici” il Capitano di Vascello Aristide Garelli così scriveva: “ Omissis ....... Tale è l’origine della torre che in oggi ancora si osserva nell’isola di S. Stefano, a sinistra, anzichè a dritta, entrando in cala Villamarina: interessante modello dell’architettura militare dell’epoca. Ebbe l’onore di ospitare per tre giorni Napoleone; lo vide posto in fuga da pochi ardimentosi marinai di Vittorio Amedeo III°; ed in seguito contribuì certo alla difesa dei vascelli di Nelson, per lungo tempo rimasti ancorati sotto la protezione dai suoi cannoni. Questa vecchia torre è ben povera cosa rispetto alle potenti opere che in oggi le fanno corona; essendo però essa la più antica delle fortificazioni della piazza, perchè niuna traccia abbiamo della antichissime torri pisane, ha speciale interesse e ben meriterebbe di venir chiamata monumento nazionale per sottrarla alla sorte che subiscono tanti edifici militari caduti in disuso per le mutate esigenze della difesa e per i progressi delle armi, e - se pure sottratti alla rovina - in troppo umile ufficio talvolta utilizzati. Una iscrizione marmorea sulle ancor robuste sue mura dovrebbe ricordarne l’origine ed il non volgare destino. .....”.

Il 21 giugno 1771, a Sassari, veniva stipulato il contratto per la sua costruzione, ultimata nel 1773, su disegni e calcoli dell'architetto militare cav. Saverio Belgrano di Famolasco. Era particolarmente destinata a proteggere il seno fra l'isola di S. Stefano e la Sardegna, per controllare il passaggio dei bastimenti che venivano da ogni parte e spesso si fermavano a rifornirsi d'acqua, presso la fonte situata all'interno della profonda insenatura a sud dell'isola.

In base a ripetuti sopralluoghi del tenente Bussolino, fu poi il Tenete d'artiglieria Theseo, che coordinava il piano delle torri costiere, a stabilire la localizzazione della costruzione sulla punta sinistra per chi entra nella cala di Villa Marina, ignorando il parere da­to al vicerè dal conte Bogino (18 maggio 1768) che suggeriva di ubicarla nella punta a dritta della cala "come punta avan­zata nel mare e quindi a portata di meglio divisare i basti­menti che vengono da ogni parte, come altresì di scoprire la punta Rossa e quella di Sardegna, e corrispondersi colla me­desima nell'occasione coi soliti segnali".

A giugno del 1773 la Torre era ultimata e il conte Robbiano ne precisava le funzioni affermando che suo oggetto è di difendere le isole intermedie recentemente occupate, piuttosto che per ovviare alle invasioni dei barbari". Queste dichiarazioni furono ben presto smentite dai fatti e quando il 22 febbraio 1793 il corpo di spedizione francese, comanda­to da Colonna Cesari, sbarcò a S. Stefano non ebbe difficoltà ad occupare la Torre che, troppo isolata rispetto alle altre fortificazioni di La Maddalena, non potè ricevere da quelle alcun aiuto; dopo aver subito un assedio di poche ore, infatti, essa capitolò consentendo a Napoleone Bonaparte di piazzare indisturbato le sua artiglierie contro La Maddalena.

A forma di "casamatta", cioè protetta con murature a volta molto spesse e robuste, la Torre ha pianta quadrata ed è circondata da un fossato profondo e largo tre metri, in parte occupato da quattro piccole costruzioni simmetriche, adibite a servizi, forno e prigione. Attraverso un ponte levatoio, che superava il fossato dal lato nord opposto al mare, si raggiungeva l'ingresso che immetteva al piano terreno, formato da due camere. Da quella più piccola si sale al primo piano, alla sala del presidio ed alla cucina. Le pareti esterna, interrotte all'altezza dei due piani da lunghe e strette finestre profondamente incassate, terminavano con un parapetto che circondava tutta la terrazza: su questa erano piazzati i cannoni capaci, come quelli di tutte le altre fortezze coeve, di una lunga gittata.

Scrive il Fois nel suo “Torri costiere e forti piemontesi in Sardegna”, edito da La Voce Sarda, Cagliari, 1981: "(Omissis)…. La Torre di S. Stefano, nell'isola omonima, nel 1793 nel corso dello sbarco effettuato dalla truppa francese, la maggior parte della quale era composta di volontari corsi al comando del capitano d'artiglieria e tenente colonnello dei volontari del Liamone, Napoleone Bonaparte, fu utilizzata quale presidio dello stato maggiore francese durante il bombardamento de La Maddalena nei giorni 23, 24 e 25 febbraio. La Torre ha pianta quadrata ed è coronato da un fossato (A) per cui per entrare è necessario passare sul ponte levatoio (E). Ai quattro lati, altrettanti piccoli sotterranei (B, C, D) ai quali si accede discendendo le scale (I). Al piano terreno vi sono due camere (F e G); dalla piccola camera (F) a mezzo di scala si sale al primo piano nella quale c'è la sala del presidio e la cucina. I servizi igienici sono nel sotterraneo distinti con la lettera (B) ed indicati come "Luogo comune". Sopra il primo piano, la terrazza alla quale si accede dalla scala (O) e dove trovano posto 4 cannoni. Nella Torre vi è anche una cisterna per la raccolta e conservazione dell'acqua.

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