La Maddalena


Vai ai contenuti

Menu principale:


Le isole nella cartografia

Libri e ricerche > Baldacci - Lilliu 1961

Alla generale confusione toponomastica fa riscontro una rappresentazione cartografica, che è talvolta incerta, spesso lacunosa e quasi sempre caotica. Si è già accennato alla carta tolemaica, che offre indicazioni per quanto pregievoli per i tempi in cui vennero date, tuttavia sempre scarsamente rispondenti alla realtà nei valori assoluti ed in quelli relativi, che falsano la reciproca posizione delle singole isole.

La peutingeriana non aveva finalità alcuna per preocuparsi di modeste isole, e pertanto, di curare per le medesime una delineazione accurata. Nella vastità dell'impero è un semplice dovere di cronaca per il redattore della carta ricordare l'esistenza dell'arcipelago.

La situazione matura lentamente verso altre soluzioni quando Pisa e Genova incontrano l'arcipelago nelle loro rotte coloniali veso la Sardegna. Portolani e carte nautiche dedicano a queste piccole isole un interesse di gran lunga maggiore che per altri tratti costieri della stessa Penisola.

Da Brindisi ad Ancona, ad esempio, il Compasso descrive la costa in 35 righe, comprendendovi i numerosi porti della Puglia; da una bocca all'altra di Businare la descrizione ha richiesto invece 70 righe, ricche di molti particolari. Nella cartografia nautica medievale, a motivo delle grandissime scale adottate, la figurazione dall'arcipelago è abbozzata, ma sufficentemente precisa, riflettendo una evidente necessità pratica. Questa mancava invece alla cartografia generale, che omette persino le indicazioni tolemaiche. I nomi nuovi che si ripetono attraverso copiature immediate e mediate, sono Figo e Cervo.

Buoni cartografi come il Mercatore e il Gastaldi insistono su questi toponimi. Il primo lo si ritrova ancora nell'arcipelago, ed è il M. Fico, che, a giusa di isola (e diventa isola durante qualche forte mareggiata) si eleva in un'appendice meridionale di Caprera proprio a metà del famoso canale di Buxinara. Cervo è l'attuale Porto Cervo, sulla costa nord-orientale della Sardegna.

Rocco Cappellino, pur così preciso e accurato per la descrizione cartografica della Sardegna, mostra un chiaro disinteresse per l'arcipelago, notandovi la sola Isola Rossa, situata di poco a settentrione dellab foce del Coghinas.

Con la carta del 1753 degli Ingegneri Piemontesi, l'arcipelago comincia a figurare con il suo complesso insulare. Ma sia i contorni che le denominazioni formano un vero caos, che giustifica il giudizio molto severo del Napoli su questa carta. Ricompare il toponimo tolemaico di Ninfea attribuito alle isole di Budelli; Isola Rossa è attribuito a Spargi; la Cabrera a La Maddalena, la Maddalena a Caprera; le Bisce diventano Biscaie. A conti fatti manca una delle isole maggiori, e forse proprio Caprera, perchè la figura dell'isola detta la Caprera è molto simile a Santo Stefano.

Un pò d'ordine è finalmente portato dal P. Tommaso Napoli con designazioni ed ubicazioni esatte e con delineazioni già sufficentemente rispondenti alla realtà. La carta fu pubblicata nel 1811, ma essa poteva essere già pronta un decennio prima. Il Napoli si è servito evidentemente dei prodotti della cartografia nautica francese ed inglese di poco anteriore, utilizzandola molto giudiziosamente. Sappiamo infatti che nel 1788 "Le dèpot gènèral des cartes et plans de la Marine de France", effettuava osservazioni astronomiche e trigonometriche nell'arcipelago e nelle Bocche di Bonifacio. Precisazioni ricche di dettaglio si vedono nella Pianta delle Bocche di Bonifacio ed Isole Intermedie di G. Albini (30 gennaio 1812) pubblicata però nel 1842.

Il Della Marmora completava con la sua carta al 250.000 la cartografia dell'arcipelago, fornendo una visione geografica attendibile e particolareggiata. I rilievi topografici al 50.000 iniziati per la Sardegna dallo Stato Maggiore Sardo nel 1840 e condotti a termine nel 1859 non furono pubblicati; la prima carta topografica della Sardegna dell'I.G.M., detto allora Istituto Topografico Militare, fu realizzata interamente nel 1900. L'estuario della Maddalena fu rilevato al 25.000 ma non diffuso. L'edizione base del 1884 costituisce una voluta brutta copia, tale da mantenere rigorosamente il segreto militare, che però oggi non avrebbe più motivo di sussistere.


Home Page | Città | Arcipelago | Maddalena | Caprera | Spargi | Budelli | Santa Maria | Razzoli | Santo Stefano | Parco Nazionale | Natura isolana | Cultura isulana | Lingua isulana | Musica isulana | Poesia isulana | Turismo | Ospitalità | Mangiare e bere | Nautica | Noleggio | Immobiliare | Lifestyle | Itinerari | Escursioni | Diving isolani | Beni culturali | Sagre isolane | Eventi isolani | Musei isolani | Fortezze | Chiese isolane | Settecento | Ottocento | Novecento | Duemila | Isolanità | Storia isolana | Curiosità isolane | Com'era l'isola | Meteo dall'isola | Amici isolani | Maddalenini | Personaggi | Eroi isolani | Studiosi isolani | Politici isolani | Famiglie isolane | Visitatori | Ricordi isolani | Libri e ricerche | Futuro isolano | Inediti isolani | Granito e cave | Ex Arsenale | Guerra | Speciali isolani | Racconti isolani | Maddalena Antica | Garibaldi | Maggior Leggero | Lia Origoni | Gianmaria Volonté | Franco Solinas | Domenico Millelire | Tomaso Zonza | Angelo Tarantini | Horatio Nelson | Benito Mussolini | Cinema | Teatro | Cerca nel sito | News | Video | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu