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Ciò che rende uniche le spiagge e le coste dell’arcipelago sono i colori di cui queste si compongono. Il blu, il bianco e il verde con le loro variazioni e trasparenze costituiscono la vera forza di questi paesaggi.
E, benché una descrizione di questo tipo possa risultare apparentemente riduttiva, in realtà non lo è affatto, perché trovandosi davanti allo spettacolo dell’arcipelago si capisce come quei colori non si ripetano con la stessa nitidezza e intensità in altre aree del Mediterraneo. Così, la natura cromatica di questi scenari rende vane le parole che non sono in grado di descrivere adeguatamente lo spettacolo della natura.
La Maddalena
Le spiagge dell’isola risultano facilmente raggiungibili grazie alla “Strada Panoramica” che corre parallela alle coste di La Maddalena.
Una volta sbarcati dal traghetto si può scegliere se dirigersi verso est o ovest percorrendo la strada che costeggia il porto. Andando verso occidente ci si trova sotto la “Colonna Garibaldi” di fronte al porticciolo turistico; ruotando intorno a quest’ultima e proseguendo sul lungo mare (via F. Filzi) si percorre la costa meridionale dell’isola arrivando in pochi minuti a Cala Punta Tegge, spiaggia molto frequentata nonché ritrovo notturno extraurbano della gioventù dell’isola.
Poco più avanti Cala Nido D’Aquila, dove non esiste un vero e proprio arenile, ma un litorale di rocce granitiche dalle morbide curve, intervallato da piccole insenature sabbiose.
Proseguendo verso nord si trovano, dopo pochi chilometri, Cala Francese, che si apre sull’omonima cava e la Cappella della Madonnetta dei Pescatori, alla quale si può giungere percorrendo una piccola strada sterrata.
Da questo punto in poi la panoramica si allontana dalla linea di costa, che resta comunque sempre raggiungibile grazie alle vie secondarie di collegamento col mare. In questo modo ad esempio si può raggiungere Cala d’Inferno il cui golfo è visibile da Punta dei Colmi.
Continuando l’itinerario si arriva alla spiaggia della Bassa Trinità, che sorprende da subito per le dune di sabbia bianchissima, i ginepri arroccati sugli scogli e l’acqua cristallina.
Poco distante da qui si allunga sul mare la stretta penisola di Punta Cannone con la spiaggia dello Strangolato. Prima di arrivare al capo estremo dell’isola (Marginetto), ci si può tuffare nelle acque trasparenti o lasciarsi rotolare dalle dune della spiaggia Monte d’Arena (Monti d’a Rena).
Raggiunta infine la costa orientale si aprono due insenature: Cala Lunga, dalle acque verde smeraldo, e Cala Spalmatore. La conformazione di questa, chiusa a cono sul mare aperto, la rende particolarmente riparata dai venti e dalle correnti giustificando la presenza della banchina. Proseguendo verso sud si giunge infine all’Isola Giardinelli. In origine separata da La Maddalena è oggi invece raggiungibile anche in macchina grazie alla lingua di terra che la collega all’isola maggiore. Qui si trova, tra suggestive calette e rocce sul mare, la spiaggia Testa di Polpo (Capocchja du Purpu), il cui nome deriva dalla forma di una roccia che ricorda la testa del mollusco.
Particolarmente suggestiva, si apprezza per la vegetazione incontaminata che fa da cornice alla sabbia bianca che la contraddistingue. Concluso l’itinerario si può facilmente tornare al porto attraversando il quartiere di Moneta.
CALA LUNGA
Porto Lungo (o Cala Lunga, come viene chiamata dai locali) è un'insenatura cuneiforme (detta anche "rias"), esposta allo Scirocco. La scogliera di granito, di colore rossiccio, è di due tipi: scistoso e porfido. La spiaggia è piccola (circa 18 m.) ed è costituita da sabbia fine, di origine granitica; è occupata in buona parte da banchi di posidonia, giunta a riva portata dalla marea. Retrostante la spiaggia è presente dell'acqua stagnante, alimentata da una vadina, dove crescono rovi e canne. Sulla destra della cala si trova l'insediamento turistico di Porto Massimo.
Ancoraggio.
Vicino alla scogliera è presente una banchina d'attracco per le imbarcazioni. Si può ormeggiare al molto centrale, di prua, oppure al molo frangiflutti, di poppa. Le imbarcazioni più grandi possono ormeggiare all'esterno.
BASSA TRINITA
La spiaggia di Bassa Trinita (in maddalenino "Abbassu a' Trinita", che significa "sotto la Trinita") si trova a sud di Punta Abbatoggia, dove si apre Cala Maiore. La spiaggia, spesso fortemente battuta dai venti di Ponente e Maestrale, è la più lunga dell'isola (325 m. circa) e una delle più famose, tra i luoghi preferiti dei maddalenini. Dietro la spiaggia si elevano piccole dune si sabbia bianca finissima, in parte ricoperta di vegetazione: gigli selvatici marini, tamerici e santolina delle spiagge. In passato, prima della costruzione della strada (la Panoramica), il sistema dunale era molto più esteso e arrivava fino al mare, senza interruzioni.
Ancoraggio.
L'attracco è possibile avvicinandosi da ovest, facendo attenzione ai forti venti e alle numerose secche.
SPALMATORE
Cala Spalmatore è situata a nord-est dell'isola madre; è una baia arrotondata, dominata da aspri spuntoni rocciosi e dall'altura di Guardia del Turco (98 m.). Deve il suo nome al fatto che, in tempi passati, i pescatori erano soliti portare le loro imbarcazioni sulla spiaggia per "spalmare" lo scafo con la pece. La cala è ridossata dai venti principali; al centro si trova un lungo pontile in muratura. La spiaggia principale è abbastanza ampia (70 m. di lunghezza, 26 m. di larghezza); la sabbia è di composizione granitica, a causa dell'erosione delle rocce circostanti, e di tipo misto (grana grossa e fine). I granelli di sabbia hanno diverse tonalità di colore: rosato con striature gialle e nere (per la presenza di inclusioni di mica e quarzo) o arancione, tendente al rosso. Dietro la spiaggia è presente un piccolo stagno, circondato dalla vegetazione tipica delle zone umide (canne, giunchi, ecc). La cala è una delle più servite: è dotata di un bar, servizi sdraio, cabine e toilette.
Ancoraggio.
L'ancoraggio è possibile grazie al lungo pontile in muratura. Il molto è accostabile in testata o lateralmente, fino ai due bittoni granitici. La parte restante è circondata da massi appena sotto il livello dell'acqua, quindi non è possibile avvicinarsi oltre. Si consiglia di lasciare l'ormeggio ai primi cenni di Grecale.
MONTE D'A RENA
La spiaggia è situata a nord-ovest dell'isola e fa parte di un'ampia insenatura denominata Stagno Torto. È esposta ai venti di Ponente e Maestrale. Il granito della scogliere circostanti è stato fortemente degradato dall'erosione, che ha modellato le rocce in numerose forme particolari; sono massi di roccia tondeggianti e scavati internamente, si chiamano tifoni (come quelli dell'isola di Spargi, che ne è ricca). La scogliera è formata anche da un altro tipo di roccia, la spessartite, di colore grigio verdastro e di origine lavica. Il processo di sgretolamento della massa granitica avviene, non per l'azione di agenti atmosferici (come spesso si crede), bensì dall'interno verso l'esterno, per un fenomeno di capillarità, che consente all'acqua di reagire a contatto con sostanze chimica presenti nella roccia. La sabbia è principalmente a grana grossa e si è formata a causa della forte degradazione dei graniti. Sul lato destra della cala è presente una duna sabbiosa, attribuibile alla quarta glaciazione, che precedentemente era di dimensioni maggiori; infatti, tra gli anni 50 e 60 è stata prelevata della sabbia dalla duna, per la costruzione di edifici e abitazioni. Dietro la spiaggia ci sono alcuni stagni e torrenti di acqua salmastra alimentati dal mare e da una vadina.
Ancoraggio.
Si può ancorare davanti alla spiaggia, ma, a causa dei fondali piuttosto bassi, è opportuno mantenersi al centro. La costa occidentale è ricca di secche; il molo del villaggio turistico è accostabile solo con piccole imbarcazioni.