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Caprera
Guglielmo Marconi è già famoso nel mondo. I governi di Inghilterra, Stati Uniti e Italia, si contendono la sua strabiliante invenzione.Il telegrafo senza fili.
Le montagne ostacolo naturale ai segnali,la curvatura della terra, sembrano essere superati già dal 1902, quando in Atlantico, grazie alla nave su cui porta avanti i propri esperimenti e che fa da ponte radio, riesce a comunicare costantemente con la stazione di Poldhu.
Era chiaro l'obbiettivo della Regia Marina Militare: tenere collegata in tempo reale questa base di frontiera con la sede del Ministero.Fu questo il motivo che Marconi accettò di effettuare un esperimento che dilatava i suoi diciotto chilometri massimi iniziali, fino a quel momento raggiunti per trasmettere i suoi segnali oltre Tirreno.
Marconi scelse il punto più interessante di Caprera, valutando altezza e vicinanza diretta con Roma.Ma l'idea di una straordinaria vacanza, in quella torrida estate, il piacere di unire l'utile al dilettevole non passò inosservata a Marconi. Le stazioni erano impostate a La Maddalena (Punti Marconi, tra Guardia Vecchia e Colmi, ma pure a Caprera, presso la stazione di Becco di Vela.
Li riportò alla luce con le sue poderose intuizioni, circa ottanta anni dopo, il naturalista Giovanni Cesaraccio, che leggendo un vecchio libro, seguendo le imprese di Marconi, ebbe un sobbalzo sulla sedia.Quella gradinata scolpita nella roccia raffigurata in una foto, lui la conosceva.
Chiese comferma al suo fedele collaboratore Francesco Muzzu, e subito dopo organizzo la spedizione a Caprera. Nei pressi di Candeo, sul poggio,davanti ad una angusta, estenuante gradinata, disegnata lungo il pendio di "Becco di Vela", ecco i tiranti, il foro lasciato dall'antenna di circa 20 metri, di legno, nel basamento di cemento.
Di fronte, il Tirreno centrale, che quei segnali lasciati dall'antenna Marconi, avrebbero dovuto attraversare, per raggiungere l'altra sponda del continente Italiano, ed in particolare Roma.
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