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Italia Nostra", costituisce un perfetto esempio di equilibrio tra i due principali obiettivi per cui è istituito il Parco: la natura e la cultura.
La necessità di educazione ambientale e il bisogno di conservare e divulgare alle generazioni future le tradizioni locali si uniscono nel centro di Stagnali dell'isola di Caprera per dare vita ad un'esposizione nella quale rivivono le radici della cultura maddalenina.
Il Museo del Mare ha aperto i battenti nel 2006 per volontà dell'Ente Parco, ma grazie, soprattutto, all'opera di volontariato dei membri dell'associazione "Italia Nostra". Molti privati e istituzioni hanno contribuito, a partire dalla Marina Militare - nella fattispecie l'Arsenale Militare -, per finire con i pescatori locali e tutti coloro che - per settore - avevano attinenza col mare.
Il Museo intende rappresentare, nella conoscenza delle tradizioni locali, un punto fermo per le generazioni presenti e quelle future.
Esposizione
Nel Museo sono presenti fotografie, documenti ed oggettistica, oltre a tutto ciò che riguarda il recupero della cultura antica locale, indissolubilmente legata al mare e quanto ha attinenza con esso.
Attaverso un percorso cronologico si cerca di ricostruire - attraverso le conoscenze recuperate grazie all'aiuto di molte persone, che sono state depositarie di questa cultura - la storia compelta, in modo semplice e diretta, della comunità maddalenina e dell'Arcipelago, a partire dal neolitico fino ai giorni nostri.
Il Museo è organizzato per "sezioni", in ciascuna delle quali sono presenti oggetti che confortano il racconto della guida. La visita si sviluppa quindi attraverso l'esposizione orale di accadimenti storici particolarmente significativi, giacché si è cercato di raccogliere gli elementi essenziali della comunità.
Recapiti, contatti e informazioni
Per visitare il Museo ed organizzare visite per gruppi e scolaresche è possibile contattare la sig.ra Lucia Spanu, della sezione maddalenina di "Italia Nostra", al numero 340 6909913.
Museo del Mare, novità per lo scrigno della tradizione e della memoria maddalenina
La direttrice, Lucia Spanu, ci confessa con orgoglio ed emozione che l’intenso e faticoso lavoro di ripristino del nuovo materiale in dotazione al Museo è terminato con successo e che le nuove acquisizioni, frutto di un certosino impegno di ricerca fra magazzini dell’ex Arsenale, uffici e laboratori vari è adesso al suo posto nelle due belle sale del Museo, a “miracol mostrare”. Si potranno ammirare tirati a lucido molti degli oggetti più prestigiosi del catalogo del museo, fra cui la ormai celebre meridiana incisa su lastre di rame da Rosario Acciaro, la “Dea Madre” (copia di un originale in marmo rinvenuta a Senorbì, località Turrita), scolpita in granito nel ’56 dal Cocco Molinari, la meravigliosa bilancia a due piatti in acciaio, rame, ottone e legno, il misuratore di calibro di precisione frutto della maestria di Manlio Sorba, i “legni” del Bruschi raffiguranti le divinità “apotropaiche” del periodo Nuragico inferiore, e tanti altri capolavori usciti dalle “botteghe” degli artigiani-artisti dell’ex Arsenale. Di quest’ultimo si può ammirare un magnifico plastico realizzato dagli operai dell’officina modellisti. Tra le novità di quest’anno la “Tabula Peutinger”, davvero importante come ammirevole esempio di “Arte Cartografica”. La carta, di origine romana, ritrae in una visione, ci vien da definire pittorica, l’intero stradario dell’Impero quale doveva essere nel terzo/quarto secolo D.C. Una planimetria tanto vasta da abbracciare i confini imperiali da Occidente, partendo dal Portogallo e terminando in estremo Oriente inclusa l’India. Addirittura la Tabula riesce ad individuare la Cina come immaginario “finis terrae”, con una tale dovizia di particolari che ancora suscitano in chi le osserva entusiasmo ed ammirazione tali da sfidare in giudizio per precisione e stile le ipertecnologiche mappe dell’omologo Google Earth. Il Parco, dal suo canto, incoraggiando e sponsorizzando iniziative come il recupero di materiali tanto fondamentali come questi, fa onore alla sua coerenza e ai suoi ideali di difesa e valorizzazione di questo patrimonio “salvato dall’oblio” e, giustamente, ne rivendica le priorità. La “Tabula Peutingeriana” arreda, impreziosendolo, il Museo del Mare, rendendolo ancora più confortevole e suggestivo, perfetto per le lezioni-conferenza tanto care a Lucia Spanu ed a Tonino Conti, suo partner ideale per innumerevoli progetti di promozione e divulgazione della cultura maddalenino a tutto campo: pubblicazioni, documentari, visite guidate, mostre, tour culturali dell’arcipelago, incontri didattici e quant’altro. Le tradizioni popolari, l’idioma, gli aneddoti, i protagonisti della nostra storia e tutto ciò che compone la “materia” che ci identifica e ci sostanzia come popolo, nelle parole di Tonino Conti diventano una dolce musica, profonda, ricca e felice. Nei tanti incontri con le scolaresche dell’arcipelago, durante l’anno scolastico “Nonno Tonino” (senza alcun dubbio il più prezioso e prestigioso scrigno di cultura di cui La Maddalena possa trar vanto), ha tenuto desta l’attenzione dei nostri piccoli concittadini che lo attorniavano curiosi ed elettrizzati da tanta faconda simpatia, da tante gustose lezioni d’arte e di vita. Ore di dialogo, di spiegazioni, di precisazioni, di scoperte del nostro recente e antico passato, in una trasfusione benefica della linfa più vitale che è costituita da ciò che ancora sanno esprimere le nostre radici. Il tutto corroborato dallo humor e dall’innata comunicativa dell’amico Tonino. E così, semplicemente divertendosi, i piccoli allievi hanno imparato e giocando hanno assorbito l’essenza stesa dei nostri valori più sinceri, impegnandosi a proseguire idealmente su questo cammino quando essi stessi, com’è auspicabile, trasmetteranno ai loro discendenti l’identico messaggio.
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