La Maddalena


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Opera Pia dal "Giornale d'Italia" del 20 gennaio 1951

Curiosità isolane

Monsignor Salvatore Capula, dopo aver pronunciato brevi parole, ha benedetto la posa della prima pietra dell'erigenda <Opera Pia Santa Maria Maddalena>, opera che egli ha così definito: <non è mia, non è vostra, è di tutti!>.

Il sindaco della città signor Giuseppe Merella, aveva poco prima murato nel granito una pergamena firmata da tutte le autorità presenti ed aveva buttato la prima cazzuola di calce sulla quale veniva posata la prima pietra.

Alla breve, semplice ed austera cerimonia erano presenti il Comandante di Marina e delle Scuole Cemm, Capitano di Vascello Bartelletti Fulvio, il direttore dell'Ospedale ten. col. Sagristani, il cappellano militare don Paolo Carta, il preside del Ginnasio prof. Sarpi, il preside delle Magistrali Dott. Gana, il Prof. Gabella, il direttore didattico prof. Lubrano, il pretore dott. Dettori, l'ingegner Lorenzo Battino, il dottor Renzo Manca, l'industriale sig. Gaetano Vasino, la Giunta Comunale al completo e molte altre autorità di cui ci sfugge il nome e alle quali chiediamo scusa.

L'erigenda opera sorgerà nella stessa area dove un tempo sorgeva il vecchio cimitero che aveva raccolto i resti mortali degli abitanti dell'isola dal 1840 al 1894.

Dove un tempo regnava la morte, presto regnerà la vita.

L'Opera Pia <Santa Maria Maddalena> ha lo scopo di raccogliere l'infanzia abbandonata della nostra isola, nella quale opera troverà luogo di conforto e di educazione.

Il primo lotto dei lavori, quello ora iniziato, comprende una grande sala di metri 15 per 9 con attigua cucina, dispensa, servizi, servizi igenici e una sala di ricreazione.

Questo primo lotto dovrebbe essere seguito da altri, secondo un piano preordinato da un grande progetto studiato in tutti i suoi particolari dall'ing. Lorenzo Battino,e che realizzato, costituirà un complesso di fabbricati di aspetto estetico, pregevole e molto accogliente, in quanto contornato internamente da ampi portici che abbracciano una cappella, tra gli alberi di pini ed eucalyptus già esistenti.

Nei fabbricati laterali avranno sede ampi e luminosi laboratori per l'addestramento professionale dei piccoli, aule di lezione, sale da giuoco, nonché vasti ed accoglienti dormitori e refettori.

L'Opera è grande come è grande il cuore dell'ideatore, il nostro amato sacerdote mons. Salvatore Capula.

Nella grande impresa egli sarà certamente aiutato da tutte le autorità locali e da tutti i cittadini. A tutti preghiamo, fin da questo momento, nel limite delle loro possibilità, di contribuire al compimento di questa Opera che darà asilo e vita a tanti bimbi poveri della nostra bella isola.

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