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Santo Stefano
L'agiotoponimo è documentato a partire dal XIII secolo, in relazione ad un edificio chiesastico intitolato al Protomartire, dal Compasso de Navegare: "La dicta isola de Sancto Stefano è bono porto. E per meczo ‹ dì › a quello porto, en Sardegna è una montagna una petra, che à nome l'Orsa, et è sembiante d'orsa. E quella Orsa è per meczo l'isola de Sancto Stefano. Entro uno millaro per meczo de lo dicto porto è una chiegia, che à nome sancto Stefano. ‹ S›e voli entrare en quello porto guàrdate d'una secca, che è de la parte de ponente uno prodese e meczo, en la via quan verrai de la parte de ponente. La chiegia, che à nome sancto Stefano, attestata anche in atti notarili bonifacini del XIII secolo, va dislocata a nord del porto di Cala Villamarina, probabilmente sulla costa nord occidentale dirimpetto alla Secca Chiesa. Il culto di Santo Stefano in Sardinia rimonta ad età paleocristiana, come desumiamo dalla diffusione dell'antroponimo Stefanus sia tra i fideles, sia tra i membri del clero, ma è parimenti attestato nell'alto e nel basso Medioevo, sicché non è possibile allo stato degli studi definire l'ambito cronologico della costituzione dell'edificio chiesastico, né il carattere dell'ecclesia, anche se i dati relativi alle ecclesiae monastiche di S. Angelo de Porcaria (La Maddalena), di S. Maria de Budellis nell'isola di S. Maria, e di S. Maria de Labetis (Lavezzi) e il diffuso insediamento monastico delle piccole isole inducono a ipotizzare anche per Santo Stefano il probabile carattere di centro monastico."
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