La Maddalena


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Pietro di San Saturnino

Libri e ricerche > Pietro di San Saturnino 1874

Nello spirito di servizio in ambito culturale l'associazione Co.Ri.S.Ma. è lieta di proporre all'attenzione dei cultori di cose locali un altro tassello che risulterà grandemente utile nella ricerca e acquisizione di materiale raro o inedito riguardante la storia della comunità maddalenina.

Sempre più spesso viene citato il Di San Saturnino come fonte attendibile per la ricerca di notizie d'epoca ma non si é trovato nessuno, tino ad ora che abbia sentito il dovere di fare un'analisi più sostanziosa sull'autore. Il "viaggiatore" Pietro di San Saturnino si trova cosi ad essere confuso con altri autori di viaggi letterari quando la sua peculiarità non si può dire che sia stata questa, e ad aver perso il riferimento alla nobile famiglia di nascita, Quesada, solo perché cosi non firmo i suoi scritti.

Sembra incredibile che solo una menzione nel mare magnum del repertorio bibliografico della bibliografia sarda del Ciasca, abbia squarciato il velo dell'oblio citando questo nobil uomo che ben 130 anni fa, con tanto amore, descrisse il nostro arcipelago lasciandoci uno spaccato di vita maddalenina cosi vivo e genuino, ebbe parole profetiche per il destino della comunità predicendo che avrebbe potuto vivere del turismo viste le bellezze naturali incomparabili che le sono state elargite a piene mani dal Buon Dio.

Siamo stati aiutati da internet nella ricerca di notizie sulla famiglia dei Quesada di cui faceva parte il marchese Pietro in un ramo collaterale e la fortuna ci ha fatto mettere in contatto con due discendenti che prontamente si sono messi a disposizione offrendoci una proficua collaborazione Cristiano e Vinicio Quesada. Ricercatori indefessi su rutto quello che riguarda la loro importante famiglia, ci hanno messo a disposizione ogni informazione sul loro lontano ascendente per ricordarlo nella maniera più degna anche con questa piccola ma decorosa ripubblicazione del vecchio testo di ricordi.
L'associazione Co.Ri.S.Ma. offre ai suoi affezionati lettori che la seguono con l'almanacco maddalenino e non solo questo contributo che si rende utile per quanto possibile, per creare una specifica raccolta di testi rari e di pregio non sempre reperibili in libreria o in biblioteche pubbliche.
Nell'augurare un'attenta lettura del testo offerto, colgo l'occasione per formulate i più sinceri ringraziamenti a Francesco Ramon Del Monaco e alla famiglia Quesada di Quartu e a quanti hanno contribuito alla pubblicazione di questo testo.


Antonio Frau
Presidente





Prefazione

Tristi ricordi legati ad Alghero, dove solitamente faceva le sue bagnature, portano Pietro de Quesada di San Saturnino, a scegliere un'altra meta per le sue immersioni: La Maddalena. Da quel momento inizia per lui e per la figlia una nuova avventura e l'isola, da semplice luogo di villeggiatura, diventa terreno fertile di riflessioni, esperienze ed amicizie. L'opera assume la veste di un resoconto, il primo e più frequente approccio e genere letterario, che i viaggiatori dell'Ottocento usavano per raccontare i loro viaggi. Si avvicinavano alla Sardegna con l'atteggiamento degli esploratori di una terra sconosciuta, misteriosa, poco salubre, difficile e forse con scarse risorse economiche. Ma Pietro di San Saturnino va in qualche modo, oltre la semplice comunicazione per informare e colpisce per il rispetto, l'amore e la delicatezza con cui incomincia a conoscere La Maddalena e i suoi abitanti; in puma di piedi, con l'entusiasmo del vero, autentico viaggiatore che sa cogliere ed assorbire il meglio dai luoghi in cui va, ammira ed osserva persone ed usanze, istituzioni ed economia: l'Amministrazione attuale è presieduta degnamente dal Sig. Salvatore Cogliolo, solo il prete vive in ristrettezze economiche e la Parrocchia non é ricca; sono numerose le vigne e i fondi rustici battuti da venti impetuosissimi; la gita alla Cava Francese diventa un interessante documento storico e di costume, come l'ampia digressione dedicata al Signor Webber Britanno del quale riporta molti pensieri rivestendoli delle considerazioni di Madame de Stàel e che Don Pietro mostra di apprezzare tanto da riferire a lui ciò che affermarsi di Scipione l'africano: non minus solus quam cum solus est.

Diventando tutt'uno con gli abitanti, si mescola a loro nella festa patronale, mostrando di apprezzare ogni cosa anche la più piccola: il vino, quello dell'Ogliastra é ottimo, il pesce, le strade e le case. Anche il clima é ottimale tanto che procura ai Maddalenesi una grande longevità che probabilmente é in gran parte frutto della pubblica moralità, la quale in Maddalena deve esser grandissima. Spesso Don Pietro abbandona la sua veste di narratore, per assumere quella di pioniere entusiasta e ricco di idee che ama innovare, che sa intuire e vedere nella sua mente l'attuazione di un progetto: un acquedotto, una macchina a vapore per macinare il grano, uno stabilimento balneare e un asilo infantile. Trova anche spazio un'ampia dissertazione politica, sulla costruzione di un lazzaretto a Santo Stefano, con una vera e propria cronaca dell'evoluzione dei fatti e documenti alla mano.

Uomo di grande esperienza, il nostro é anche antropologo, scrittore, architetto ed ottimo compagno di viaggio; le citazioni dotte del Prati e di storici e viaggiatori che lo hanno preceduto, da Alberto Della Marmora a Giuseppe Manno, fanno da corredo, all'interno di un breve ritratto in cui la storia della Maddalena dalle origini all'arrivo di Nelson e Napoleone e del re Carlo Alberto nel 1831, é ampiamente illustrata. Anche l'accenno agli isolani che si distinsero in importanti atti eroici trova spazio, a Nicolò Susini, al Britanno Capitano Roberts e al Gusmaroli il cui epitaffio é di Garibaldi, rende omaggio in un cimitero che potrebbe meglio essere custodito. Seguono le visite alle case dei Millelire, degli Azara e degli Addis, alcune tra le famiglie più conosciute dell'Isola. L'incontro con Garibaldi diventa una vera e propria intervista e il Di San Satumino si immerge in un'atmosfera di eroi della grecità. L'intelligenza arguta, la curiosità, rendono tale il viaggiatore, tutte doti che il nostro aveva oltre all'intraprendenza che mostra sino alle ultime battute con le quali concludiamo: resta che si dia mano all'opera .. .che si voglia - che fortemente si voglia . ..


Alessandra Deleuchi







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