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Gli elementi che compongo e animano l’arcipelago fanno sì che questo possa essere meta degli appassionati delle più disparate discipline sportive. Il vento, vero protagonista delle isole, offre ai visitatori la possibilità di dedicarsi a vari sport acquatici. Dal 1967 il centro velico di Caprera (C.V.C.), addestra intere generazioni di amanti della vela. Il mare e tutti i suoi tesori vengono svelati grazie alla professionalità degli istruttori dei centri diving, che danno l’opportunità di immergersi nelle acque cristalline delle isole, per poter ammirare i suggestivi paesaggi marini del parco. La vegetazione composta dalle piante tipiche della macchia mediterranea può essere attraversata a piedi dagli amanti del trekking, a cavallo o in mountain-bike. La pietra, sviluppata in alte pareti di granito modellato dal maestrale, costituisce il supporto ideale per tutti coloro che praticano il free climbing.
Cresce nei turisti italiani e stranieri la voglia di natura e di fruizione delle risorse ambientali e paesaggistiche. La Sardegna si tiene al passo con i tempi e ripristina una serie di sentieri a Caprera sulla base di modelli ecosostenibili, con indicazioni che aprono la via verso i punti di interesse più significativi. Ripristinare i sentieri di Caprera con indicazioni relative ai punti d’interesse più significativi: questo uno degli obiettivi che l’Ente Parco si era posto all’inizio del 2011, all’insegna della valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche attraverso modelli ecosostenibili per una migliore fruizione del territorio per tutto il corso dell’anno. Nel rispetto delle scadenze annunciate, nella mattinata del 10 agosto l’Ente Parco ha inaugurato i primi sette itinerari “ufficiali” segnalati con un’apposita cartellonistica in legno. Un’opera certosina, curata dall’ufficio tecnico, che ha richiesto lunghe e faticose giornate di lavoro: per posizionare la segnaletica il personale ha spesso dovuto raggiungere a piedi punti impervi. I dipendenti che hanno curato il progetto hanno accompagnato – negli itinerari che dal bivio del Forte Arbuticci vanno a Cala Napoletana e a Punta Crucitta – la stampa, i maddalenini e i turisti che hanno voluto condividere questo momento così importante: in tutto una cinquantina di persone che, insieme al Corpo forestale dello Stato, alla Capitaneria di porto e alla Marina militare, hanno accolto con grande entusiasmo l’invito dell’Ente Parco. Sono complessivamente sette i sentieri ad essere stati tracciati secondo le regole del CAI (Club alpino italiano): Diga del ferracciolo; Cala Portese; Monte Tejalone; Fortificazione di Candeo; Punta Crucitta-Candeo e Cala Napoletana – Cala Crucitta. Gli itinerari proposti si snodano, nella quasi totalità, su sentieri battuti e segnalati; sono per lo più costituiti da percorsi brevi con dislivelli minimi, percorribili senza alcun allenamento particolare, che collegati tra loro offrono escursioni più impegnative, con dislivelli apprezzabili, adatti per i camminatori più esigenti. Per uniformare la segnaletica dei sentieri del Parco a quella presente sul territorio sardo, corso e nazionale, è stata utilizzata quella proposta dal CAI (Club alpino italiano), con i relativi tratti di colore rosso-bianco-rosso, che prevede, all’imbocco di ogni itinerario, una tabella di inizio sentiero, che ne riporta il nome, il numero, la durata totale espressa in ore, il grado di difficoltà e la valenza (storica, panoramica, naturalistica); lungo il sentiero e nei punti più significativi del percorso sono presenti tabelle segnavia e tabelle di località, oltre a ometti di pietra, realizzati con poche pietre accatastate, posti nelle immediate vicinanze dei bivi e ogni 5-10 minuti di cammino. Presenti all’inaugurazione dei sentieri il Direttore del Parco Mauro Gargiulo e il Presidente Giuseppe Bonanno, che ha anche partecipato all’escursione insieme a concittadini e turisti: «Ringrazio tutti coloro che oggi hanno voluto partecipare a questo evento davvero molto importante per la fruizione dell’isola di Caprera: a distanza di anni i sentieri realizzati all’epoca in cui Caprera era una riserva naturale orientata erano spariti e nessuno si era mai fatto carico di ripristinarli. L’idea del Parco, concretizzata a partire dal mese di gennaio, è stata dunque di far cessare lo stato di abbandono dei luoghi recuperando la trama già esistente di sentieri, che connette il patrimonio di risorse naturalistiche, paesaggistiche e architettoniche dell’isola, esaltandole e valorizzandole. Nell’ottica di offrire ai turisti modi sostenibili per utilizzare il territorio, quello dei sentieri era divenuto negli anni un tassello da riprendere e mettere necessariamente al suo posto, e questo è stato finalmente possibile grazie al lavoro svolto, in collaborazione con l’Ente Foreste dalla squadra di operai del Parco che si è anche occupata anche della ripulitura degli Orti di Garibaldi e delle attività di pulizia di Caprera: un lavoro fatto con autentica passione anche da tutto l’Ufficio tecnico dall’Ente Parco, ed in particolare da Patrizia Colnago e Nino Spinelli.» I lavori sulla sentieristica di Caprera proseguiranno anche nei prossimi mesi: il progetto prevede l’apertura di altri nove sentieri, per uno sviluppo complessivo di oltre dodici chilometri.
Vedi qualche itinerario
Da Cala Francese a Cala d'inferno
Da Porto Massimo a Marginetto
Da Becco di Vela a Cala Coticcio
Da Messa del Cervo a Punta Galera
Da spiaggia del morto ad Abbatoggia
Dalla Chiesa della Trinita alla spiaggia di Bassa Trinita
Dalla Batteria di Arbuticciu a Cala Garibaldi
Da Tejalone a Poggio Rasu
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