La Maddalena


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Via Garibaldi 1903

Curiosità isolane

Come ci informa Elettrio Corda nel suo volume "Altalena sul Tirreno", all'inizio del secolo il porto di La Maddalena era scalo dei vapori di quel colosso armatoriale che fu la "Navigazione Generale Italiana" e centro di intensi traffici mercantili.

Le navi che vi facevano scalo, i vari piroscafi Africa, Adriatico, Candia, Egitto, e tanti altri, variavano dalle 600 alle 2000 tonnellate ed arrivavano carichi di merci destinate alla popolazione, ai vari presidi militari stanziati nell'isola ed ai mercati della vicina Gallura che, a quell'epoca Erano i tempi della "piccola Parigi") si rifornivano a La Maddalena.

Non trascurabile era inoltre il traffico dell'armatoria privata e non poche erano le imprese maddalenine che possedevano bastimenti o che noleggiassero per il trasporto di merci. A tale traffico portuale corrispondeva ovviamente un intenso traffico cittadino di carri e carretti sia a trazione manuale che a trazione animale, per il carico e scarico delle merci e per il loro trasporto all'interno dell'abitato.

Per i carichi più pesanti erano giunti dalla Gallura alcuni carri a buoi e non pochi erano poi i carrozzini che dei maggiorenti maddalenini e le vetture a cavallo che, quasi quotidianamente, portavano gli immancabili visitatori dei luoghi garibaldini di Caprera, specie dopo la costruzione della diga-ponte realizzata dalla Marina nel 1891.

Era un continuo via vai di mezzi, con tintinnio di sonagli e campanacci e singolari personaggi quasi tutti conosciuti dai vecchi maddalenini con coloriti soprannomi che spesso venivano estesi al loro asino e talvolta viceversa.

I disagi e gli inconvenienti provocati dall'intenso traffico non dovettero essere pochi tanto che l'amministrazione comunale intervenne con appositi regolamenti, approvati i quali, nell'estate del 1903, decise di chiudere al traffico la via Garibaldi fin da allora salotto cittadino e passerella di belle fanciulle agghindate alla ricerca di marito.

L'ordinanza emessa dal sindaco così informava la popolazione: "Allo scopo di tutelare la pubblica incolumità; ritenuto che per la ristrettezza della via Garibaldi accadono spesso gravi inconvenienti a causa dei carri che vi si incontrano sospendendo anche il pubblico passaggio (sarebbe stato meglio dire pubblico passeggio)

Che perciò è il caso di limitare il transito dei veicoli nella via Garibaldi soltanto a quelli che per ragioni di commercio o di lavoro devo eseguire carico scarico per le case poste lungo la via stessa e cioè dall'imbocco in piazza Umberto I a quelli in piazza del Mercato; che per tutti gli altri veicoli il transito può eseguirsi lungo la via litoranea; che tutti i veicoli dentro l'abitato, in esecuzione di speciali regolamenti debitamente approvati, debbono marciare al passo, ed i carri, carichi o no, devono essere guidati a mano, rende noto: Il passaggio dei veicoli in via Garibaldi è solo permesso nel caso debbano eseguire carico o scarico per le case comprese nella via stessa.

Gli altri carri e vetture, i primi sempre condotti a mano, avranno passaggio per la via litoranea. Tanto i carri che i carretti tirati da animali devono essere muniti di catena d'arresto che ne garantisca l'immobilità durante le fermate.


La Maddalena 24 agosto 1903
Il Sindaco
G. Viggiani


In un epoca in cui il traffico automobilistico era di la da venire (la prima automobile che attraversò via Garibaldi, quella del Touring Club, immortalata in una cartolina dell'epoca, giunse proprio in quegli anni), l'amministrazione comunale ebbe la sensibilità di regolamentare rigidamente il traffico cittadino creando, come abbiamo visto, quasi certamente, la prima isola pedonale della Sardegna.

A distanza di oltre novant'anni da quell'ordinanza, l'isola è invasa da automobili ed il traffico estivo raggiunge il parossismo; via Garibaldi, in forza di quel provvedimento resiste ancora.



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