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Lingua isulana
Il dativo Maddalenino...
Grammatica Maddalenina, è di rilevante e caratterizzante importante l'uso improprio del "dativo", con un impiego della preposizione "a" di gran lunga superiore a quello che è richiesto nella Grammatica Italiana.
Premesso che trattasi di "vizietto" non esclusivamente localizzato, ma alquanto diffuso almeno su scala regionale, è purtuttavia elemento che non può essere trascurato, nell'elencazione delle peculiarità lessicali arcipelagiche.
Il Dativo Maddalenino fa capolino, molto spesso, in frasi con verbi transitivi, che reggerebbero l'accusativo, ed invece... PEMMM! ... arriva lui, il Dativo Maddalenino.
In forza del quale, in caso di rissa, non può mai succedere che GIANNI PICCHIA MARIO, ma piuttosto GIANNI PICCHIA *A* MARIO.
Ma non è soltanto in questa tipologia di frasi che la preposizione "a" si inflltra maldestramente.
Anche nelle frasi ove si "specifica" qualcosa, è l'impiego della preposizione "di" sarebbe certamente mooolto più ortodosso.
Una persona molto facoltosa, ad esempio, non è uno "pieno DI soldi", bensì "pieno A soldi", tralasciando la poca eleganza dell'impiego di "PIENO", nella circostanza.
Ovviamente l'uso improprio della "a" tra origine da fattori dialettali "E' CARICU A DINARI", diventa "E' PIENO A SOLDI".
La predetta costruzione, si applica anche nel linguaggio in uso nel gioco delle carte, ovvero della Mariglia.
"Cos'hai A picche", e non "DI" picche... sono pieno A trionfi, e così via...
Ancora, una particolarità della "a" isolana è la sua tendenza a rifiutare di accompagnarsi ad un articolo determinativo, per dar vita alla cosidetta "preposizione articolata".
In altre parole, siamo molto restii ad "andare AL mare".
A Maddalena (nota: nessun maddalenino dice "A LA MADDALENA": A MADDALENA, e basta, altro caso di "articolo che muore"), andiamo tutti A MARE.
E quando diciamo AL MARE, per non fare brutta figura, sotto sotto pensiamo che stiamo sbagliando, perchè ci suona male!
I vocaboli maddalenini che il maddalenino crede universali...
pronuncia ovunque, convinto di essere universalmente compreso.
Suscitando una doppia forma di stupore : quella dell'interlocutore ("ma che sta dicendo questo qui"???) e quello.. proprio ("miiii, che ignorante, non mi capisce"!!!).
Cercherò di elencare alcuni di questi vocaboli, ben lieto di ricevere ulteriori contributi.
Da precisare che son vocaboli che il maddalenino pronuncia NON IN DIALETTO, ma convinto, fermamente convinto, di parlare in italiano, un italiano forbito.
HA STANCIATO !
Il comune mortale non maddalenino, sentendo procunciare il passato prossimo, alla terza persona singolare, di un ipotetico verbo "STANCIARE", penserà certamente ad un difetto di pronuncia. "Ha sganciato", vorrà dire, ma cosa ed a chi, senza riferimenti concreti applicabili.ACQUA, ACQUA..."Ha stancato", vorrà dire, e magari gli verrà spotaneo pensare che si riferisca, il maddalenino, alla pioggi battente. FUOCHISSIMO! Com'è noto a noi Isolani, lo STANCIARE equivale all'interruzione del flusso piovoso.
Risultato su WIKIPEDIA: "forse volevi dire SGANCIARE".
ALBANELLA
Passami un'albanella!
All'interlocutore non maddalenino scapperà uno sbalordito "eeeehhhh??" come quello di Benigni alla prima domanda dell'esame di cinese (ci dica il suo nome) nel film "il Mostro". Albanella? Cosa deve pensare, questo poveraccio? Boh, gli verrà in mente una piccola Alba, ma l'idea che possa porgere una piccola porzione di Sole che sorge, al maddalenino, lo lascerà alquanto interdetto.
Senza minimamente pensare al CONTENITORE IN VETRO che magari ha a due centimetri dalla mano.
Risultato su WIKIPEDIA: Comune in provincia di Salerno, rapace della famiglia degli Accipitridi, ma anche, udite udite, ARBANELLA, termine ligure indicante recipiente, anche Albanella...
BRIGOLA
Che palle questa BRIGOLA! Anche qui, sconcerto e stupore degli astanti. O che sarà mai una BRIGOLA, adesso? Si guarderanno attorno, per individuare quale piccolo oggetto, nei dintorni del maddalenino, possa assurgere al rango di BRIGOLA. Senza immaginare che quel maddalenino, LA BRIGOLA, ce l'ha addosso, sul volto.E' una piccola escrezione cutanea, un foruncolo, insomma!
Risultato su WIKIPEDIA: piccola località nel comune di Monzuno, provincia di Bologna...
La transitività dei verbi intransitivi
Eccoci ad un argomento molto pregnante della grammatica maddalenina. Nella quale, alcuni verbi intransitivi vengono impiegati correntemente come fossero transitivi, dando luogo a frasi di virtuosissima costruzione. Accade, ad esempio, con verbi che esprimono la comunicazione tra due o più persone.
PARLALO TU, A MARIO, CHE IO NON LO SONO PARLANDO DA MOLTO. Tradotto, sarebbe: è preferibile che addivenga tu, ad una conversazione con Mario, in quanto da tempo abbiamo interrotto i nostri rapporti. Analogamente a "parlare", anche "telefonare" ubbidisce alla stessa regola:
LO TELEFONI A GIGI, CHEDE' TRE GIORNI CHE NON SI E' FACENDO SENTIRE? (Sul CHEDE', CHEDERA, e forme derivate, altra lezione, prossimamente). Non solo i verbi "che comunicano" sono soggetti alla magia della transitivazione intransitiva; ne sono infatti beneficiati anche quelli che presuppongono uno spostamento verso l'alto o verso il basso, di oggetti o persone. In questo caso, la costruzione della frase diventa arditissima, perchè il verbo intransitivo transitivizzato regge non già l'accusativo, bensì il dativo.
ME LO SCENDI AL BAMBINO ? Saresti così cortese da portare giù il bambino?
STASERA TI SALGO AL GOLFINO Trad: E' mia intenzione, questa sera, portati su il maglioncino che mi avevi prestato.
La partita di pallone
"campo" ("Au Campu"... e subito nota curiosa: lo stadio di Barcellona si chiama NOU CAMP, quello di Sanluri SU CAMPU NOU) la grammatica maddalenina trova un altro spazio ideale per esplodere in tutta la sua "ruspanza". Le partite di calcio, al "Pietro Secci" (mitico personaggio che dell' ILVA fu giocatore, allenatore, medico e presidente, nonchè, senza saperlo in vita... "nome dello Stadio"!), vengono dirette da un ALBITRO, che si avvale dell'assistenza di due SEGNALINEE, o più semplicemente "SEGNALINI". SEGNALINEE è bello, perchè Breve dizionario MADDALENINO - INGLESEda l'idea di uno che deve arrivare "al Campo" almeno un 'oretta prima per tracciarlo, ovviamente con un enorme compassone per il cerchio di centrocampo. Alcune prodezze che possono ammirarsi, nei novanta minuti, assumono nomi che è possibile ascoltare solo nell'Arcipelago, durante una partita di calcio. Ad esempio, la "rovesciata", forse il più bel gesto tecnico del pallone, diventa RIGGIRATA... CESS, G'HA FATTU UNA RIGGIRATA CHE MANCH'I CANI... Altro virtuosismo con D.O.C. Maddalenina è quello nel quale l'abile calciatore si riproduce in una serie di dribbling con cambi di direzione repentini. G'HA FATTU UN "VAI E VIENI"... Bello, "VAI E VIENI" ! Ovviamente, non ci si limita a constatare la prodezza, ma ... da buoni "allenatori" si danno direttive ai giocatori in campo... FAGHI UN "VAI E VIENI". Altra giocata tecnica, non solo calcistica, è la fulminea azione di chi si gira di 180 gradi, cambiando senso di corsa: GA' FATTU UNA *PIROLETTA*, con la "L". Ma torniamo al ruolo di TIFOSO / ALLENATORE. Il Tifoso del "Secci" cerca di esercitare ogni possibile pressione, verso l'ALLENATORE VERO, per dettargli i cambi. Come? Semplice. Col classico "LEVALU" all'indirizzo del calciatore che compie qualche svarione, seguito da "METTA A..." col nome del subentrando... ALE' ILVA BELLA !!!
Imperfetto Maddalenino
Nel lessico maddalenino, l'imperfetto è il modo verbale più impiegato.
Anzi, è più opportuno dire che, nel lessico maddalenino, solo raramente vengono impiegati modi verbali diversi dall'imperfetto.
Un caposaldo della grammatica maddalenina è infatti la "consecutio imperfetta", completamente costruita in quel "modo".
"SE C'ERI, TI DIVERTIVI", "SE ERA BELLO, ANDAVAMO AL MARE".
Quest'ultima frase, riportata come esempio, merita un approfondimento.
E' infatti particolarissimo, ma molto frequente, l'acrobazia dell'imperfetto al futuro.
Oppurtunamente individuabile dal contesto complessivo della frase, "SE ERA BELLO, ANDAVAMO AL MARE" può essere una nota di rammarico, per il brutto tempo del giorno prima, ma anche l'espressione di un fvorevole auspicio per una giornata "da venire".
E DOMANI? BOH... SE ERA BELLO ANDAVAMO AL MARE.
Che poi, molto spesso, è "ANDEVAMO" al mare, perchè altra peculiarità dell'imperfetto maddalenino è il transito alla seconda coniugazione dei verbi della prima, limitatamente alla prima e seconda persona plurale
Può quindi leggersi, spesso, GIOCHEVAMO, TROVEVATE, e così via.
Altra caratteristica dell'interessante fenomenologia dell'IMPERFETTO MADDALENINO, è l'utilizzo, derivante dal dialetto, del verbo essere, e non di "avere", quando opportuno, come ausiliario.
Ne deriva la vastissima diffusione di frasi quali ME N'ERO VENENDO, ERO ANDANDO, ERO FACENDO...
Breve dizionario MADDALENINO - INGLESE
NEITHER THE DOGS! (MANCH'I CANI!)
GIVE ME A SUNRISE-IN (DAMMI UN'ALBANELLA)
WHAT DOG, THIS MORNING! (CHE CAGNA, STAMATTINA)
I HAVE MY LEGS DRUGTHE DRUGTHE (HO LE GAMBE DROGULA DROGULA)
YOU HAVE CICCULI'S HANDS (HAI LE MANI COME CICCULI')
MARY BRENNA'S GAIN (IL GUADAGNO DI MARIA BRENNA)
I WAS TAKING THE LITTLE DRAGON (ERO PRENDENDO IL DRAGHETTO)
IT DOESN'T TAKE HEAD ITSELF (NUN SI NI PIGLIA CAPU)
WE MAKE IT AT FOUR O CLOCK IN THE NIGHT (LU FEMU A QUATTR'ORI DI NOTTI)
WE ARE AS IN A LOW GARDEN (SEMU COM'ABBASS'U GIARDINU)
AT THE FACE OF A PIZZA (A' FACCIA D'A PIZZA!)
YOU HAVE ALWAIS THE ASS AT GAME (GH'ETI SEMPRE U CULU A JOCU)
LET'S GO TO OLD GUARD (ANDEMU A GUARDIAVECCHIA)
COME TO TWO ROADS (VENI A DUE STRADE)
I'IM PISSING MYSELF FROM COLD (MI STO PISCIANDO DAL FREDDO)
LAUGH, LAUGH, THAT MAMA IS DOING LITTLE CHEESE DESSERT (RIDI, RIDI, CHE MAMMA FA LE CASJATINE)
I HAVE MY EYES AT JUMPS (AGGHIU L'OCCHI A BRINCHI)
YOU ARE DOING LITTLE CATS (SEI FENDI GATTULINI) * by Biagio Murrighili
THAT'S FULL AT MONEY (QUELLO E' PIENO *A* SOLDI)
Creature del mare
Lo splendido mare dell'Arcipelago, gode di tante meravigliose prerogative, e di alcune esclusive particolarità.
Tra queste ultime, va menzionata la presenza di "creature del mare" con nomenclatura unica nel mondo.
Nomenclatura che ricade nella "famiglia" dei vocaboli che il maddalenina pronuncia ovunque, nella ferma convinzione che siano di diffusione quanto meno nazionale (a volte... "mondiale"), incassando con stupore l'incredulità, nell'espressione dell'interlocutore, che sta ad indicare l'assoluta incomprensione dell'enunciato.
L'esempio classico, in materia, è quello del GIGIONE (varianti: GIGGIONE, GIGGIO'), che non è nel resto d'Italia, un tipo un po' estroverso, ma un pesce comunissimo, che credo si chiami altrove "ghiozzo".
E che dire della comunissima BIBEGOLA ?
Meravigliosa, la BIBEGOLA, pesciolino variopinto che nel mondo è "bavosa", ma a Maddalena... BIBEGOLA, appellativo che poi, per estensione, viene appioppato anche a fanciulla avvezza ad essere sempre in movimento, per svariati motivi... ("mi pari una bibegola").
Andiamo avanti, ed ecco i CONNARI - pescetti minuscoli, destinati all'ingrato destino di essere divorati come patatine sticks in un solo morso - che hanno addirittura l'onore, invidiatissimo da tutti gli altri pesci, di una splendida spiaggia a loto intitolata, in quel di Spargi.
Ma non solo pesci, popolano il mare, ed ecco allora il RUNZEGGHIOLO, vocabolo curioso che il maddalenino si scopre a nominare anche all' "estero", magari in un ristorante della capitale, chiedendo candidamente "RUNZEGGHIOLI NE AVETE", per ricevere uno sgarbato "A PIJA' PER CULO DA N'ARTRA PARTE".
Dicesi RUNZEGGHIOLO una strana "conchiglia preistorica intorcinata", dalla cottura estremamente maleodorante, che a casa mia, me fanciullo, veniva consumata in quantità industriale, tra il mio disappunto di anaittiomangiante, essendo mio padre un eccelso cacciatore di runzegghioli, oltre che di PURPI.
Altro pesce maddalenino doc, è il LAGGHIONE, che deve avere tra le sue prerogative la non eccelsa arguzia, visto che di persona piuttosto stolta ed avvezza ad essere raggirata si dice "mi pari proprio un lagghione".
LA PARTITA DI PALLONE
Al "campo" ("Au Campu"... e subito nota curiosa: lo stadio di Barcellona si chiama NOU CAMP, quello di Sanluri SU CAMPU NOU) la grammatica maddalenina trova un altro spazio ideale per esplodere in tutta la sua "ruspanza".
Le partite di calcio, al "Pietro Secci" (mitico personaggio che dell' ILVA fu giocatore, allenatore, medico e presidente, nonchè, senza saperlo in vita... "nome dello Stadio"!), vengono dirette da un ALBITRO, che si avvale dell'assistenza di due SEGNALINEE, o più semplicemente "SEGNALINI".
SEGNALINEE è bello, perchè da l'idea di uno che deve arrivare "al Campo" almeno un 'oretta prima per tracciarlo, ovviamente con un enorme compassone per il cerchio di centrocampo.
Alcune prodezze che possono ammirarsi, nei novanta minuti, assumono nomi che è possibile ascoltare solo nell'Arcipelago, durante una partita di calcio.
Ad esempio, la "rovesciata", forse il più bel gesto tecnico del pallone, diventa RIGGIRATA...
CESS, G'HA FATTU UNA RIGGIRATA CHE MANCH'I CANI...
Altro virtuosismo con D.O.C. Maddalenina è quello nel quale l'abile calciatore si riproduce in una serie di dribbling con cambi di direzione repentini.
G'HA FATTU UN "VAI E VIENI"...
Bello, "VAI E VIENI" !
Ovviamente, non ci si limita a constatare la prodezza, ma ... da buoni "allenatori" si danno direttive ai giocatori in campo...
FAGHI UN "VAI E VIENI".
Altra giocata tecnica, non solo calcistica, è la fulminea azione di chi si gira di 180 gradi, cambiando senso di corsa: GA' FATTU UNA *PIROLETTA*, con la "L".
Ma torniamo al ruolo di TIFOSO / ALLENATORE.
Il Tifoso del Secci cerca di esercitare ogni possibile pressione, verso l'ALLENATORE VERO, per dettargli i cambi.
Come? Semplice.
Col classico "LEVALU" all'indirizzo del calciatore che compie qualche svarione, seguito da "METTA A..." col nome del subentrando...
ALE' ILVA BELLA !!!
La transitività dei verbi intransitivi
Ed eccoci ad un argomento molto pregnante della grammatica maddalenina.
Nella quale, alcuni verbi intransitivi vengono impiegati correntemente come fossero transitivi, dando luogo a frasi di virtuosissima costruzione.
Accade, ad esempio, con verbi che esprimono la comunicazione tra due o più persone.
PARLALO TU, A MARIO, CHE IO NON LO SONO PARLANDO DA MOLTO.
Tradotto, sarebbe: è preferibile che addivenga tu, ad una conversazione con Mario, in quanto da tempo abbiamo interrotto i nostri rapporti.
Analogamente a "parlare", anche "telefonare" ubbidisce alla stessa regola: LO TELEFONI A GIGI, CHEDE' TRE GIORNI CHE NON SI E' FACENDO SENTIRE?
(Sul CHEDE', CHEDERA, e forme derivate, altra lezione, prossimamente).
Non solo i verbi "che comunicano" sono soggetti alla magia della transitivazione intransitiva; ne sono infatti beneficiati anche quelli che presuppongono uno spostamento verso l'alto o verso il basso, di oggetti o persone.
In questo caso, la costruzione della frase diventa arditissima, perchè il verbo intransitivo transitivizzato regge non già l'accusativo, bensì il dativo.
ME LO SCENDI AL BAMBINO ?
Trad: Saresti così cortese da portare giù il bambino?
STASERA TI SALGO AL GOLFINO
Trad: E' mia intenzione, questa sera, portati su il maglioncino che mi avevi prestato.
EJA, TORNAMELO !
"Vocaboli che il maddalenino ritiene universali, e pronuncia pertanto ovunque, senza venir compreso".
Wow, che soddisfazioni mi sta dando, la mia "grammatica maddalenina"!
Vengo fermato in ogni dove, per suggerimenti inerenti forme verbali "particolari", ma ancor più "vocaboli che il maddalenino ecc. ecc.", come da titolo.
E ieri sera mi arrivò un suggerimento degnissimo della mia massima attenzione!
Non di rado si potrà sentire un maddalenino / una maddalenina, affermare la seguente frase:
"OGGI HO UNA CAGNA"!
Il che, certamente, susciterà la curiosità dell'interlocutore non maddalenino, che configurerà il possesso di un' ALANA, o di qualche altro esemplare femminile di razza canina.
Rimanendo ovviamente perplesso per la precisazione "temporale".
OGGI... HO UNA CAGNA...
In che senso, OGGI? Ieri non e domani nemmeno?
Temporaneo affido della migliore amica dell'uomo, o estemporanea prestazione, retribuita o meno, di dog sitting?
Niente di tutto questo.
Trattasi, come noi maddalenini/e ben sappiamo, di una giornata contraddistinta da ASSOLUTA PIGRIZIA e VOGLIA DI OZIO, DI FAR NULLA...
Lo stupore dell'interlocutore aumenta, ovviamente, se per rendere l'idea di quanto ingente sia la CAGNA si utilizza una delle "unità di misura", chiamiamola così, più in voga a Maddalena, partorendo la seguente frase:
OGGI HO UNA CAGNA CHE MANCH'I CANI !!
E qui davvero lo mandiamo fuori di testa, chi ci ascolta!!
Cummu si prigaia prima
(Luigi Piras)
Quista mi l'ha cuntata un amicu
e nun e' d'un tempu tantu anticu,
e spirendi chi nun fessi nisciuna offesa
ghi la digu propiu commu l' agghju intesa.
Dunca. Era u jornu di l' Assunzioni
festa sulenni cun grandi funzioni
e in gnesa Lallena e Maria so' intrati
e dopu u segnu d'a cruci si so' pusati.
Intantu chi a jenti fussi entrata
e a missa fussi cuminciata
i dui donni cun tutta divuzioni
faciini cussi i so' orazioni.
Maria..."Santa Maria Madre addolorata
Lalle', qual e' quidda tutta incipriata?
Si n' ha missu be' in faccia di farina
s' ha preso tutta quidda di Catalina"
Lallena..."Credo in Dio Padre Onnipotente
Mari',chi curagghju chi ga' a jenti
guarda da qui a fiddola di Palliccia
nun sinne' sciurtita c'a' pelliccia?"
Maria..."Patri Figliolu e Spiritu Santu
Lalle', Lucia g'ha un antru cavaglieri accantu
so propiu tutt' uguali in quidda fammidda
unu ni lascia e unu ni pidda"
Lallena..."Mi mettu un de vosci mani bon Gisu'
giriti Mari',mire, nun s' ammemta piu'
di quanti lisci ha fatto a vadina
e ava' nun s' ha missu a cappiddina !"
Maria..."Sarvetici Patri Onniputenti
Lalle',appuntu nun e' intesu gnenti?
Arrisera e' successu un beddu pilipistu
si so' appiccati Catalina e Gistu"
Lallena..."Signori perdunetimi e Santi
Mari'. mi' qua' g' hai davanti?
nun la vidi? Margarita di zi Picchia
g' ha in capu una patedda ria'"
L' hanni truati be' ava' i formi di cappeddi
nun si vidini chi bucchi d' arzeddi
capitali,bindoni e cappucci,buttaccioli,caccaveddi e catucci.
E cussi' era finita a funzioni
i dui donni si so' missi in vinucchioni
s' hanni fattu u patri e so sciurtiti
c' u capu bassu e tutti cuntriti
" Cummi sogu cuntenta o Mari' stamani"
Lallena g'ha dittu "nun sagu dundi stani...
G'agghju a bucca durci comm'o meli
si vidi ch' i me' orazioni so' arrivati in celi"
" E' propiu cussi', Lalle', no' in gnesa ghi sapemmu sta'
dimmucilla fra no' quista virita'
qua' ghilla' a noscia divuzioni
e a noscia riliggioni.
Qua' e' cumme no' sempre casa e gnesa
a noscia lampa e' sempri accesa
grazi a Diu nun gh' e' nisciunu
chi po' di' chi dimmu mali di quarchidunu
nun semmu mica cumme certi, ch' inneci di priga'
si ni vanni in gnesa a ciattula"
U nosciu parlà
(Luigi Piras)
Sogu un veru isulanu e mi n' avvantu,
e nun ghi possu sta annantu
di vide' u nosciu parla' cussi' straziatu
da qua' a l' isula nun e' natu...
E ghinne' monda du paesi
chi nun solu nun ni piddini i prattesi
ma solu pe' gala parlini l' itaglianu
parcosa si virgugnini di l' isulanu...
E no' veri isulani chi semmu attaccati
a l' anticu parla' d' i' nosci antinati
ci faci tantu mali e tanta pena
d' avvili' cussi' l' isula di S.M.Matalena...
Qui unde no', tutti ci cunuscimmu,
lu sapeti be' da l' urtimu o' primmu,
nisciunu si po' vanta' d' ave' curoni
di principi, di conti e di baroni...
Si tutti fussini davveru cumme me
( isulani saremmu solu dui o tre )
ghi la diciariimi a tutta quista jenti...
...vo' a l' isula nun ghi tiniti propiu gnenti...
U nosciu parla' e' davveru una biddezza
e' speciali e maravidda a so' chiarezza,
ghi so', madonna, tanti beddi paroli
chi poni essi imparati in tutti i scoli.
E quisti, ditimi, nun so' beddi paroli ?
arro', tanciu, barabattula, taragghjola,
ancassa', borlu, chie'cca, bumbiddonu,
talorcu,cantegghj e catagnonu ?
Ah ! Si ghje' fussi Ministru di l' Istruzioni
chi nun sara' mai in seculu e seculoni,
levariu subbutu d' i' scoli l' Itaglianu
e ghi mettariu propriu l' Isulanu...
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