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Amici isolani
Agitatore politico (Cagliari 1758-La Maddalena 1834). Compiuti i primi studi, dopo un tentativo fallito di farsi frate, nel 1790 fu nominato appaltatore della gabella del vino di Cagliari. Divenuto in seguito notaio, fu protagonista della difesa della città contro il tentativo di invasione francese del 1793. Acquistata una straordinaria popolarità, negli anni successivi capeggio` la milizia di Stampace; nel 1796 fu sospettato di aver congiurato contro i Savoia, fu arrestato e condannato al carcere a vita in un processo di cui molti elementi restano ancora sconosciuti. Dopo aver passato vent’anni carcerato ad Alghero nella torre spagnola detta ‘‘de l’Esperò reyal’’, che dalla sua lunga detenzione ha ricevuto l’attuale denominazione di ‘‘Torre di Sulis’’,e per qualche periodo a Sassari, tra avventurosi inutili tentativi di fuga, fu liberato nel 1821 e mandato in esilio a La Maddalena. Qui – come scrive Pasquale Tola – «si diede interamente alle pratiche religiose ed alle opere di pietà. E nel febbraio del 1934 cesso` di vivere nella suddetta isola della Maddalena, lasciando di se´ tal nome, che nella sarda istoria sarà più singolare che raro». Lo stesso Tola, bloccato a La Maddalena durante una traversata per il continente, aveva avuto modo di incontrarlo e di riceverne (allora o più tardi) una Autobiografia che il tribuno aveva scritto proprio nell’isola nel 1832 «di proprio pugno», perché le sue memorie «non perissero nella ricordanza della posterità». Conservata fra le carte Tola depositate nella Biblioteca comunale di Sassari, l’Autobiografia – di non facile lettura, per l’approssimativa conoscenza dell’italiano da parte dell’autore (che pure ha un suo personalissimo, suggestivo modo di espressione) – fu pubblicata nel 1964 da Francesco Alziator e, più di recente, da Giuseppe Marci (nel 1994 e quindi nel 2004) nella collana del Centro Studi Filologici Sardi.
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