La Maddalena


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Visita a Caprera

Escursioni

Giuseppe Garibaldi

Per visitare l’isola di Caprera si supera il quartiere Moneta, raggiungendo il Passo della Moneta, ponte-diga molto panoramico che unisce le due isole; raggiunta l’isola, percorrendo la suggestiva pineta di Caprera si giunge in breve, voltando a sinistra (nord; cartelli indicatori), al Compendio Garibaldino, con la famosa Casa Bianca dimora di Giuseppe Garibaldi.

L’Eroe dei Due Mondi decise di stabilirsi a Caprera nel 1856, acquistando il terreno ed erigendo presso un preesistente stazzo, gli edifici che attualmente costituiscono uno dei musei più frequentati d’Italia. La visita (guidata) inizia dalla stalla, con la bella macchina a vapore usata per la trebbiatura e l’aratura; accanto, la casa di ferro, un piccolo edificio prefabbricato proveniente dall’Inghilterra (1861); si entra quindi nella vasta Casa Bianca, con l’atrio (carrozzelle, sciabole, bandiere) e la stanza da letto matrimoniale dell’Eroe; si prosegue nella camera di Manlio e nella camera di Clelia, occupata dalla figlia fino al 1959 (anno in cui morì, 92enne); la cucina ha la pompa dell’acqua, il lavandino e il forno; nel soggiorno, in teche e vetrine, numerosi oggetti appartenuti a Garibaldi, tra cui le candele che fabbricava con A. Meucci quando si stabilì in America, e vari mobili e dipinti.

Nello studio, la scrivania, la carrozzella ortopedica dono della regina Margherita di Savoia, ritratti vari; l’ambiente che prima era il salone di rappresentanza ospita ora il letto dell’Eroe, nello stesso punto in cui volle essere trasportato per vedere il mare, pochi giorni prima della morte, avvenuta il 2 giugno 1882 alle 6,20 del pomeriggio, come indicano il calendario e l’orologio, alla parete. Davanti alla Casa Bianca si vede il busto dell’Eroe(1883) e un mulino a vento, poi inutilizzato dopo la costruzione del mulino-frantoio più grande, posto presso l’ingresso al museo. Un sentiero conduce al tradizionale omaggio alle tombe; accanto, le barche di Garibaldi. Una visita a Caprera è ampiamente giustificata anche dalle sue notevoli caratteristiche paesaggistico-ambientali.

La riserva naturale di Caprera rappresenta infatti uno degli ambienti ecologicamente più integri del Mediterraneo, parte integrante del parco nazionale dell’Arcipelago, costituito nel 1996. Una strada sterrata percorre da nord a sud quasi tutta l’isola; si possono visitare anche le panoramiche vette di Monte Teialone (m 212) e Poggio Stefano(m 198), di granito rosa, su cui si sale con impervi sentieri tracciati dai militari, durante la seconda guerra mondiale (vi sono i ruderi degli edifici presso le cime).

Un altro sentierino, sistemato dai forestali, consente l’accesso anche alla Cala Coticcio , una delle più piccole e suggestive dell’intero arcipelago e della Sardegna, a cui si giunge più comodamente dal mare; si trova al centro della costa orientale dell’isola. Nella zona sud dell’isola, una stradetta che parte dalla pineta (a destra, sud, poi a sinistra, sud-est) consente di giungere fino alla Punta Rossa , presso il forte di Punta Rossa, sfiorando le magnifiche spiagge di Cala Portese, dei Due Mari e poi di Cala Andreani con la vicina spiaggia del Relitto. Sulla costa ovest di Caprera, nel caratteristico borgo ex-militare di Stagnal i, si trova la caserma forestale della Riserva di Caprera.

Più a sud, ammirato il panorama di Porto Palma e dell’isoletta il Porco, si nota il Monte Fico (m 71), graziosa collinetta a picco sul mare, a lato della quale passa la strada d’accesso al famoso Centro Velico di Caprera, gestito dalla Lega Navale e dal Touring Club Italiano. Nella costa centro-occidentale, non lontano dal museo garibaldino, si trova il villaggio del Club Méditerranèe, uno dei primi ad essere costruito sulle rive del Mediterraneo; sorge nella Cala Garibaldi, dove un tempo sbarcava il generale, per raggiungere la sua abitazione.

Anche la costa nord-occidentale di Caprera offre vari angoli interessanti e solitari, più che altro raggiungibili con un’imbarcazione a causa della difficoltà dei sentieri (comunque percorribili, anche se mal segnalati): subito a sud di Punta Galera, la Cala Napoletana, e poi la Cala Caprarese, e infine (sempre da nord a sud) la Cala Serena e le splendide scogliere fino alle isole degli Italiani, all’imboccatura di Cala Garibaldi.

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